RedazionaleIl nuovo iPad low-cost è la prova di una nuova politica dei prezzi adottata da Apple? | Redazionale

Se qualcuno vi chiedesse di riassumere in una frase la politica sui prezzi applicata da Apple, fino a poco tempo fa la risposta sarebbe stata molto semplice da fornire. Ma l’annuncio del nuovo iPad da 9,7″ con un prezzo più basso del solito potrebbe indicare un significativo stravolgimento.

Apple ha sempre puntato alla vendita di prodotti premium destinati ad una fascia d’utenza elevata, senza mostrare quasi alcun interesse nel proporre prodotti più accessibili e destinati ad un mercato caratterizzato da un budget limitato (fascia media).

Ma il mercato cambia e, volente o nolente, anche Apple sembra aver avuto l’intenzione di adeguarsi a questi cambiamenti riconoscendo il bisogno di costruire una clientela a lungo termine.

Come ottenere questo? Puntando sui giovani e non solo con prodotti dal design accattivante o servizi destinati ad pubblico di giovane età.

Apple è partita proprio dai giovanissimi, compiendo notevoli sforzi per riuscire a rifornire scuole ed università con i propri prodotti, rendendoli accessibili grazie alle campagne Education.

La linea di MacBook Air ha avuto un prezzo di vendita fissato in modo da risultare competitivo con prodotti concorrenti poco più economici proprio con l’intenzione di puntare su una clientela più giovane che costituirà il futuro delle vendite aziendali.

Come ha osservato recentemente un’analista, la prova di questa tendenza volta ad offrire una più ampia gamma di prodotti a prezzi più bassi arriva dall’annuncio di ieri: un nuovo iPad da 9,7″ con un prezzo di partenza di 409€ .

Seguendo questa linea di pensiero, possono essere citate come esempio anche le AirPods, prodotto di alto livello ma vendute a prezzo contenuto, come sottolineato da Neil Cybart:

Se da una parte Apple punta al mercato di lusso, l’azienda vuole rendere i propri prodotti accessibili a tutti grazie a prezzi più bassi. E’ molto difficile trovare un paio di auricolari o cuffie senza fili con le stesse caratteristiche e la stessa tecnologia ad un prezzo più basso delle AirPods. Nel periodo precedente l’annuncio delle AirPods, questo tipo di mercato presentava diversi prodotti simili ma a prezzi più alti di 179€.

L’analisi spazia tra tutta la gamma di dispositivi marchiati Apple, coinvolgendo anche Apple Watch che, venduto a partire da 339€ (per la Serie 1 con la cassa da 38 mm), risulta essere uno degli indossabili più economici del mercato (naturalmente paragonato a smartwatch di un certo livello e con le stesse caratteristiche e funzionalità).

Sempre Cybart suggerisce anche altre teorie per spiegare la nuova politica di prezzi adottata da Apple come, ad esempio, portare le vendite degli altri prodotti allo stesso livello del dispositivo di punta di Cupertino: l’iPhone. Oppure il tentativo di far leva sulla potenza del marchio per invogliare i consumatori ad acquistare più prodotti e, di conseguenza, aumentare i profitti.

Apple viene sempre più spesso accusata di essere focalizzata unicamente sull’iPhone. Probabilmente è vero, perchè è da li che arrivano i maggiori guadagni, ma un adeguamento dei prezzi per le altre tipologie di prodotti potrebbe portare un incremento delle vendite tale da cancellare questo pensiero collettivo.

Oppure, sempre sullo stesso tenore, stuzzicare i consumatori in modo da far preferire un marchio “premium” come Apple al posto di altri prodotti della concorrenza.

La dimostrazione arriva dalle AirPods e da Apple Watch. Apple non vuole possedere la fetta di mercato degli indossabili ma il mercato intero.

Forse non è proprio così perché più di una volta sia Tim Cook che, prima di lui, Steve Jobs sono sempre stati chiari sul fatto che Apple miri a realizzare i migliori prodotti possibili e non è disposta a compromettere l’esperienza utente solo per invadere il mercato dei prodotti a prezzo medio basso.

Sicuramente è più plausibile o veritiera l’ipotesi che l’azienda voglia attirare un maggior numero di utenti nel proprio ecosistema fornendo degli ingressi accessibili ad un pubblico più ampio.

Qui si incastra perfettamente il discorso del nuovo iPad da 9,7″. Non si tratta di un dispositivo eccezionale anzi, per certi aspetti è inferiore ad iPad Air 2 che, fino a pochi giorni fa rappresentava il dispositivo più abbordabile per chi desiderasse un tablet e lo volesse di dimensioni maggiori rispetto ad iPad Mini.

Non è eccezionale ma è un buon tablet dotato di display Retina, due fotocamere discrete, TouchID e un valido processore. Ma il suo punto di forza, ciò per cui sarà in grado di attirare nuovi utenti è il prezzo che parte da 409€, una cifra molto vicina a quanto si spenderebbe per un tablet Android economico.

E’ chiaro che gli utenti più esigenti storceranno il naso e troveranno tutti i possibili limiti di questa nuova introduzione ma il mercato dei tablet va considerato nel suo insieme e non solo riferito ad iPad.

Le statistiche riportano che i modelli di iPad Pro da 9,7″ e 12,9″ costituiscono solo l’8% di tutti gli iPad venduti. Questo dipende dal fatto che gli iPad Pro sono ancora relativamente nuovi e gli utenti tendono a sostituire con meno frequenza il tablet rispetto a quanto non facciano con iPhone quindi è logico che ci siano diversi modelli obsoleti ancora in uso.

Però solo perché una versione di iPad non sia davvero entusiasmante per qualcuno non significa che non possa esserlo per molte altre persone.

Poi c’è il discorso di iPhone SE. Sono tanti quelli che hanno acquistato il modello SE per via delle dimensioni considerate ideali ed il suo design però è innegabile che molte più persone hanno scelto quel modello perché rappresenta la soluzione più economica per possedere un iPhone.

Consapevole di questo, Apple ha reso iPhone SE ancora più attraente, raddoppiando la sua capienza fino a 128 GB.

Quindi non c’è da pensare che Apple abbia voluto cambiare la propria idea e trasformarsi una società che produce dispositivi per il mercato di massa ma, come dimostrano le AirPods, Apple Watch e iPhone SE voglia solo attirare più persone all’interno del proprio ecosistema per consentire di avere e provare un prodotto Apple.

Si potrebbe pensare ad uno “specchietto per le allodole” ma non è così e sarebbe sbagliato pensarlo. Una volta conquistati con un “prodotto di base” ma comunque di qualità e di ottima fattura, gli utenti saranno probabilmente invogliati a compiere il passaggio verso i dispositivi più costosi che sono quelli su cui l’azienda concentra gli sforzi maggiori. Chi è stato attratto dalla convenienza di un MacBook Air sarà poi interessato a passare ad un MacBook Pro.

Chi ha provato un iPhone SE sarà interessato ad acquistare successivamente un iPhone 8. La stessa cosa vale per iPad da 9,7″ che invoglierà al futuro acquisto di un iPad Pro.

Siete d’accordo con questa linea di pensiero? Anche secondo voi Apple ha deciso di adottare questa strategia di riduzione dei prezzi per avere più utenti nel proprio ecosistema o avete una valida spiegazione alternativa? Fateci sapere nei commenti il vostro punto di vista. Siamo curiosi.

Se qualcuno vi chiedesse di riassumere in una frase la politica sui prezzi applicata da Apple, fino a poco tempo…

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