Ecco il nuovo Android Market in un confronto con l’App Store

Google, in vista della crescita del numero di modelli che montano Android OS, ha totalmente revisionato e rivoluzionato il suo Android Market. In questo articolo (apparso originariamente su Apple Insider) faremo un breve confronto tra il nuovo Android Market e l’AppStore che tutti conosciamo.

Il nuovo Android Market utilizza un’interfaccia di gestione simile a Cover-Flow, suddivisa in categorie (Giochi, Applicazioni, Sistema…) e per ogni categoria presenta una lista delle top scaricate.

Come l’interfaccia dell’AppStore, le informazioni dell’applicazione saranno mostrate in un’unica interfaccia, tramite la quale si potranno anche visualizzare le applicazioni correlate o simili, e inserirà un sistema di votazione a stelle molto simile a quello dell’AppStore.

Restrizioni sulla dimensione delle applicazioni

Rispetto al limite precedente, Google ha aumentato la dimensione massima delle applicazioni Android da 25 a 50MB, contro il limite di 2GB dell’AppStore di Apple.

Sin dall’inizio, la dimensione massima delle applicazioni AppStore era molto più grande. Si prenda di esempio Super Monkey Ball nel 2008, anno di apertura dell’AppStore, che pesava già 125 MB. Al giorno d’oggi, abbiamo nell’AppStore giochi anche molto pesanti come Real Racing HD, che pesa tra i 150 e i 300 MB, oppure Modern Combat: SandStorm. L’ultimo gioco uscito, Infinity Blade, pesa 318 MB. Per non parlare poi dei navigatori satellitari. L’ultima versione di Navigon, ad esempio, pesa 1,83 GB, quasi al limite massimo consentito da Apple.

La forza dell’AppStore, per quanto riguarda la dimensione delle applicazioni, è nella modalità di scaricamento. A differenza dell’Android Market, che può contare solamente sullo scaricamento over-the-air, ossia solamente dal telefono, le applicazioni AppStore possono essere tranquillamente scaricate dal proprio PC/Mac e poi sincronizzate sul dispositivo per mezzo di iTunes. Gli operatori mobili limitano la dimensione di download delle applicazioni a 20 MB sotto rete 3G, ma sotto rete Wi-Fi si raggiungono dimensioni ben più grandi. Google, invece, non offre alcun client desktop per la sincronizzazione dei propri dispositivi, e questo influisce sulla possibilità degli sviluppatori di portare applicazioni più grandi su piattaforma Android.

Il gioco su Android

Nessuno dei più grandi giochi sopracitati è disponibile nel Market di Android. Sono solamente disponibili dei “temi” (non autorizzati) chiamati “Super Monkey Ball” e “Modern Combat”. Di tutte le applicazioni più famose dell’AppStore, solamente 3 sono disponibili nel Market di Android: Angry Birds, Fruit Ninja e Doodle Jump. È anche possibile scaricare un “tema” di Plants vs Zombies e Cut the Rope, oppure un’applicazione pubblicitaria chiamata “Hipstamatic”, come la famosa app di fotografia dell’App Store.

L’anno scorso, la leggenda del gioco John Carmack disse che mentre era entusiasta dei prospetti futuri per l’iPhone, sosteneva che Android è una buona piattaforma open-source, ma molte delle caratteristiche che rendono Linux non-così-meraviglioso erano presenti anche in Android. Sull’iPhone, si conosce perfettamente ogni aspetto del proprio dispositivo (ad esempio l’hardware), mentre su Android tutto varia da modello a modello, e si hanno molte cose differenti.

I problemi del market di Android

A differenza dell’AppStore, il market di Android ha alcune applicazioni di alta qualità. Uno studio effettuato da Larva Labs, riporta che Apple ha pagato gli sviluppatori circa 50 volte quanto li ha pagati Google. Inoltre, l’Android Market è presente in 46 Paesi, ma gli sviluppatori possono pubblicare applicazioni a pagamento soltanto in 13 Paesi. Recentemente, Google ha aumentato il numero di Paesi con questa possibilità a 32 su un totale di 46 (solo 14 hanno la possibilità di vendere applicazioni gratis). Apple, invece, ha diffuso il suo AppStore in 90 Paesi, e tutti hanno la possibilità di vendere applicazioni gratuite e a pagamento.

In più, il prezzo di ogni applicazioni nell’Android Market non è visualizzata nella valuta del Paese dal quale proviene il cliente che la sta acquistando. Gli sviluppatori non hanno la possibilità di personalizzare il prezzo per ogni Paese. Non è inoltre supportata in alcun modo la possibilità di effettuare pagamenti in-app e di pubblicare dei changelog per informare gli utenti delle novità introdotte negli aggiornamenti.

Ci sono inoltre centinaia di applicazioni per creare suonerie (che infrangono il copyright, come mostra l’immagine qui sotto in cui è mostrata un’applicazione con il nome di iTunes Connect). L’infrazione di copyright è ovunque nel market del robottino.

Pirateria e pubblicità su Android

Nell’autunno di quest’anno, un sondaggio ha rivelato che lo sviluppatore di Radiant, un gioco nella top ten di Android, ha trovato il 97% di copie illegali del suo gioco in Asia, il 70% in Europa e il 43% in Nord America. Il prezzo del gioco è di soli 2.40$, ma la maggior parte degli utenti Android preferiscono rubare il gioco piuttosto che supportare lo sviluppatore pagando l’applicazione.

Un recente sondaggio mostra inoltre come le percentuali di applicazioni gratuite con pubblicità siano molto più alte nel market di Android rispetto a tutti gli altri Market di applicazioni per smartphone.

È improbabile che la situazione cambi radicalmente nel market di Android. Il sistema di approvazione delle applicazioni Android è scadente e c’è poca sicurezza per i dati sensibili dell’utente.

Creare un software di sincronizzazione desktop per Android comporterebbe grosse spese per Google. In ogni modo, gli impiegati di Google affermano che la compagnia sembra essere diretta verso le web-app invece che sulle piattaforme native come quella di Apple con iOS, Microsoft con Windows Phone 7, BlackBerry e Palm con webOS.

Dopo questo confronto, vi invito a esprimere le vostre opinioni personali con un commento.

Via | AppleInsider

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