Guide Teoriche per la programmazione by iSpazio #1 – Capire l’Objective-C – Parte terza

Siamo arrivati alla terza parte del nostro viaggio nell’Objective-C, nella puntata precedente abbiamo avuto modo di affrontare la DICHIARAZIONE della nostra classe Penna scrivendone l’INTERFACCIA ed è ora giunto il momento di scrivere la classe vera e propria, il suo corpo.

Implementazione della classe

Per fare questo dobbiamo creare un nuovo file che chiameremo Penna.m, notiamo l’estensione .m che sta significare METHODS nel senso che mentre il file .h contiene la dichiarazione di variabili e proprietà il .m conterrà i metodi della classe ovvero quello che la classe sa e può fare allo stesso modo in cui nel C si usa l’estensione .c e nel C++ si usa .cpp . Creato il file possiamo iniziare a scriverci dentro:

Per prima cosa dobbiamo legare il file di INTERFACCIA al file di IMPLEMENTAZIONE e lo facciamo dicendo al compilatore di andare a prendere l’interfaccia dal file Penna.h tramite la direttiva #import che abbiamo utilizzato anche nelle puntate precedenti.

#import "Penna.h"

ora siamo pronti per implementare la classe

#import "Penna.h"

@implementation Penna

@end

Questa è l’implementazione minima di una classe e i metodi andranno scritti fra le due direttive @implementation e @end.
I vari metodi vanno scritti riportando il prototipo che abbiamo scritto nel file .h, ma al posto del punto e virgola scriveremo la parentesi graffa aperta seguita dalle istruzioni da eseguire ed infine chiuderemo il metodo con la parentesi graffa chiusa:

#import "Penna.h"

@implementation Penna

- (void) scriviQualcosa
{
    // scrivere il codice sorgente qui...
}

@end

A questo punto questa parte potrebbe essere finita qui, ma ovviamente mi sento in dovere di darvi altri argomenti su cui riflettere e quindi aggiungerò altra “carne al fuoco” (sono cattivo, lo so).
Come vi avevo accennato la classe che stiamo costruendo è un po’ povera concettualmente in quanto l’esempio della penna se pur chiaro, al fine di comprendere la filosofia ad oggetti, mal si presta ad un’implementazione reale sul campo. Dal punto di vista didattico, però, ci permette di affrontare le caratteristiche peculiari di questo linguaggio. In seguito creeremo altre classi molto più realistiche.

Manca qualcosa?

Cosa manca alla nostra classe per poter funzionare a dovere? Un paio di cose fondamentali, la prima di queste è che abbiamo due proprietà (colore e marca), ma non abbiamo funzioni per leggerle e scriverle. L’ultima frase che avete letto vi risulterà sicuramente strana e vi starete chiedendo perché si ha bisogno di metodi per leggere e scrivere le variabili interne di una classe.
Molto semplicemente perché le variabili di una classe sono inaccessibili all’esterno, ma solo all’interno della classe stessa. Ci sono metodi per dichiarare variabili accessibili all’esterno, ma li vedremo in un’altra parte della guida. Andremo quindi a scrivere un cosiddetto METODO D’ACCESSO.
Per prima cosa dobbiamo dichiararlo nel file Penna.h che andremo a modificare nel seguente modo:

#import <Cocoa/Cocoa.h>

@interface Penna
{
    NSString *colore;
    NSString *marca;
}

- (void) scriviQualcosa;
- (NSString *)colore;
- (NSString *)marca;
@end

abbiamo appena dichiarato due metodi che RESTITUISCONO un valore di tipo NSString e ora li andremo ad implementare

#import "Penna.h"

@implementation  Penna

- (void) scriviQualcosa
{
    // scrivere il codice sorgente qui...
}

- (NSString *)colore
{
    return colore;
}

- (NSString *)marca
{
    return marca;
}
@end

I due metodi che abbiamo appena implementato si occupano, quando chiamati, di restituire le variabili stringa colore e marca al richiedente. Abbiamo volutamente chiamato i metodi come le variabili così non dobbiamo preoccuparci di andare sempre a guardare come si chiama il metodo per accedere ad una determinata variabile. Se li analizziamo non fanno nulla di trascendentale, ma restituiscono tramite una istruzione return la variabile in questione all’esterno, facendo praticamente da ponte tra la variabile inaccessibile all’esterno e l’esterno stesso.

Mancano i due metodi per scrivere nelle stringhe colore e marca (ricordatevi che dall’esterno non sono accessibili) ma per far questo dobbiamo sapere come viene gestita la memoria in Objective-C, inoltre manca un metodo di inizializzazione della classe che si occupi di tutte le operazioni necessarie ad un corretto start-up dell’oggetto. Come avrete capito questi due aspetti saranno affrontati nel prossimo capitolo.

Enzo Francesca per iSpazio.net

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