Nuova causa collettiva contro Apple e il suo sistema di In-App Purchase

Abbiamo avuto diverse volte modo di parlarvi in passato del sistema di acquisti In-App implementato da Apple in favore degli sviluppatori che vogliono rendere gratuite le loro applicazioni per poi far pagare agli utenti delle tariffe per sbloccare nuovi livelli o contenuti. Ed in particolare abbiamo più volte parlato dei noti problemi che questo sistema ha generato. La notizia del giorno è un ulteriore testimonianza di questo trend, dal momento che una nuova azione legale è stata intrapresa contro Apple, rea secondo l’accusa, di rendere troppo facile per i bambini effettuare acquisti tramite carta di credito.

Garen Meguerian di Phoenixville, Penn ha presentato la scorsa settimana una denuncia per conto proprio e di altri parenti che si sono visti addebitare sulle proprie carte di credito degli importi non autorizzati a causa dell’acquisto di contenuti legati a videogiochi. Le transazioni sono state effettuate dai propri figli, durante l’utilizzo di dispositivi mobili che supportano iOS, quali iPhone, iPad e iPod Touch attraverso il sistema di acquisti In-App.

Meguerian, padre di due figlie di 12 e 9 anni, ha raccontato di aver ricevuto un addebito di 200$ per i contenuti acquistati dalla figlia più piccola durante l’utilizzo di giochi quali “Zombie Toxin”, “Gems” e “City Cash”. Tutte applicazioni gratuite ma che presentano al loro interno il tanto discusso sistema di pagamento.

Nel fascicolo si legge che, secondo l’accusa, Apple non farebbe abbastanza per evitare questi inconvenienti. Al contrario l’attuale sistema viene visto come un modo per “racchettare milioni di dollari” attraverso transazioni non autorizzate. Infatti, al momento l’azienda di Cupetino richiede di inserire una password, legata al proprio account, per confermare l’acquisto di un certo contenuto, tuttavia dopo l’inserimento della stessa, per i successivi 15 minuti è possibile effettuare svariati acquisti senza essere costretti a reinserirla ogni volta.

L’accusa fa anche un chiaro riferito alla U.S. Federal Trade Commission, che lo scorso Febbraio aveva già deciso di avviare delle indagini sul sistema di acquisti In-App della Apple. Dopo che il famoso gioco dei Puffi della Capcom aveva provocato l’ira di tanti genitori che si erano visti addebitate cifre astronomiche.

Toccherà alla corte del Distretto della California prendere una decisione sulla questione. In attesa di nuovi dettagli, voi cosa ne pensate?

Via | AppleInsider

Abbiamo avuto diverse volte modo di parlarvi in passato del sistema di acquisti In-App implementato da Apple in favore degli…

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