Vale davvero la pena avere Siri su dispositivi che non siano iPhone 4S? | Approfondimenti

Ultimamente sono tante le persone che ci chiedono notizie sul rilascio di un porting funzionante di Siri. Ma vale davvero la pena installare l’assistente vocale sul proprio dispositivo? Con questo articolo, vogliamo spiegare una volta per tutte come funziona “l’adattamento” del sistema vocale made in Apple su qualsiasi iDevice che non sia l’iPhone 4S.

Partiamo anzitutto con il dire cos’è Siri: è il sistema di riconoscimento vocale introdotto da Apple in esclusiva su iPhone 4S, che permette di compiere determinate azioni senza dover pronunciare necessariamente parole chiavi (come avviene con il controllo vocale per intenderci), ma potendo invece utilizzare un linguaggio sciolto. Questo programma infatti è in grado di capire le nostre domande ed elaborare delle risposte.

Dopo l’arrivo dell’iPhone 4S nel mercato, sono stati tantissimi gli hacker che hanno provato (e in certi casi sono riusciti) ad esportare i file necessari al funzionamento dell’assistente vocale Apple su dispositivi diversi da 4S. Questo procedimento, tuttavia, è illegale (o per lo meno lo era), in quanto copiare i file di Siri presenti nel firmware e portarli su un altro dispositivo comporta la violazione dei diritti d’autore Apple (diritti che, la società di Cupertino, possiede come copyright sul software). Solo essa può decidere a chi e se concedere in licenza i propri lavori per la distribuzione, la modifica o l’adattamento ad altri dispositivi.

La situazione si è comunque “sbloccata” a dicembre con il rilascio della versione di iOS 5.0.1 per iPhone 4S: tale aggiornamento, infatti, risultava essere decriptato e quindi accessibile in maniera del tutto legale per prendere i file di cui gli hacker avevano bisogno.

A partire dal mese scorso, quindi, si è visto un rilascio continuo di vari porting di Siri, primo tra tutti quello sviluppato dal CD-Team h1SiRi (successivamente ritirato, ndr). Da quello che ho potuto notare si sta generando una grande “hype” intorno a questo famigerato adattamento di Siri.

Ma cos’ha di speciale questo porting che gli altri non hanno? H1SiRi ha già preconfigurata la connessione ad un proxy server per mandare le richieste di Siri, cosa assente in altre GUI come Spire. Un “adattamento” del suddetto assistente vocale su altri dispositivi necessita obbligatoriamente di tre componenti per funzionare:

  1. Una qualsiasi interfaccia grafica (Spire è la migliore);
  2. Le chiavi di un iPhone 4S;
  3. Un server proxy che trasferisce le richieste di Siri che arrivano di solito ad Apple (e che H1SiRi ha già integrato).

Tolto il punto uno (il più facile da reperire), il resto risulta tutto abbastanza complicato per l’utente medio. Partiamo con ordine: per ottenere le chiavi identificative di un iPhone 4S bisogna necessariamente avere un computer con sistema operativo OS X/una qualsiasi distribuzione di Linux, scaricare dei pacchetti da installare e quindi estrarre il tanto agognato file. Tutto il procedimento descritto richiede l’uso e la conoscenza del terminale. Inoltre, le chiavi identificative di un iPhone 4S hanno una validità di 24 ore: passato questo lasso di tempo il file scadrà e sarà necessario estrarlo nuovamente.

Il problema vero e proprio sopraggiunge per la creazione di un proxy: per crearlo è necessario infatti avere un server (che andrà opportunamente allestito per il suo scopo) e una media conoscenza del terminale. La difficoltà di questa fase sta proprio nel creare la piattaforma che permetterà di emulare le richieste di Siri: più che la “morte” delle chiavi, la creazione di un server può risultare un grande problema per i meno esperti. Di recente sono nati anche dei servizi che, per una piccola cifra mensile, offrono questo servizio a tutti. Un bel lavoro insomma.

Ma vale davvero la pena effettuare tutti questi passaggi per il porting di un software ancora in fase beta e che non contiene nemmeno la lingua italiana? Forse no: la fatica che l’utente dovrebbe affrontare per estrarre prima le chiavi identificative dal nuovo melafonino Apple e la creazione del proxy server poi, potrebbe rappresentare un motivo valido per lasciar perdere, almeno per il momento.

Il jailbreak untethered dell’ultimo nato in casa Cupertino potrà cambiare la situazione? Come ci ha detto @stroughtonsmith, l’hacker che per primo ha effettuato il porting di Siri, la situazione non cambierà.

E voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere attraverso i commenti!

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