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Jerry Manock, il designer del primo Mac, ripercorre le sue esperienze passate con Steve Jobs

 


Jerry Manock è il designer del primo Mac, un modello che ha influenzato le generazioni a venire e definito l’all-in-one personal computer. E ‘un classico della tecnologia che si trova oggi al Museum of Modern Art di New York. Mancock racconta il giorno in cui strinse affari con Jobs.

Jerry Manock, il designer dell’Apple II, Apple III e Mac precedenti, volge uno sguardo al passato, e in particolare ai suoi incontri con Steve Jobs in un’intervista per Seven Days. Nel 1977, quando aveva 33 anni e Apple aveva solo cinque dipendenti, Steve Jobs lo assunse come consulente per progettare l’Apple II, uno dei primi personal computer della storia ad essere prodotto e commercializzato in massa.

I circuiti e la logica dei Mac sono stati progettate dal partner di Jobs e co-fondatore di Apple Steve Wozniak, ma  ”la gestione termica, la struttura, l’estetica esterna, il colore – beige, il colore dello spazio” sono frutto della mente di Manock.

Mancock nell’intervista ricorda che Steve una volta disse, forse scherzando : “Stavo pensando, nella mia carriera potrei essere l’amministratore delegato di due o tre aziende multimiliardarie “. Apple aveva appena iniziato la sua scalata, e non c’era la benché minima idea di NeXT o Pixar.

Il designer poi  racconta di quando cercò di chiedere un aumento a Jobs:

Tornato dal pranzo un giorno, gli ho detto: “Steve, mi hai pagato 1.800$ per l’Apple II, e sta diventando sempre più popolare, e penso che dovrei avere un diritto d’autore su questo prodotto. Dovrei percepire un dollaro ogni unità venduta, perchè 1.800$ non è più di tanto.” Non esitò. Lui mi guardò e disse: “Sei molto bravo. Ma se tu sapessi che cosa stiamo pensando di vendere nei prossimi due o tre anni… Non sei così bravo”.  Aveva assolutamente ragione. Non si può chiedere royalties dopo aver consegnato il lavoro, era totalmente stupido e ingenuo da parte mia. E come se non bastasse lui era un negoziatore davvero incredibile.

Un’altra esperienza che ci viene raccontata riguarda il modo in cui Steve cercava di motivare il suo team:

Voleva sempre vedere cosa stesse succedendo, quindi arrivava alle spalle senza preavviso e diceva: “Cos’è questa schifezza?“ E io cercando di spiegare: “Beh, ho dovuto tener conto di questo e anche questo …” e poi se ne andava via con disgusto.

Via | Gizmondo

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3 Commenti

  1. “Voleva sempre vedere cosa stesse succedendo, quindi arrivava alle spalle senza preavviso e diceva: “Cos’è questa schifezza?“ E io cercando di spiegare: “Beh, ho dovuto tener conto di questo e anche questo …” e poi se ne andava via con disgusto”

    AHahaha

    • Non è perchè ora si chiami “Steve Jobs” significa che ogni cosa che abbia fatto sia stata giusta…anzi!
      Volevo se questo comportamento l’avesse avuto il tuo capo…avresti lo stesso commentato con un “AHahaha”??

      • Già, così sembra addirittura un simpaticone! Atteggiamenti del genere a lavoro possono farti veramente venire il sangue amaro

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