AppStore e Pirateria: Riflessioni e dati statistici

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Il fenomeno delle applicazioni crackate, distribuite illegalmente tramite internet, sta assumendo, assumendo cifre considerevoli. Ad affermarlo è stato Eric Litman, amministratore delegato di Medialets. Se è vero che sull’AppStore ci sono più di 25.000 applicazioni, è anche vero che circa 5.000 sono state immesse nei circuiti della pirateria. Inoltre, tracciando alcune delle applicazioni più conosciute, si è potuto delineare un rapporto di 100 installazioni piratate per ogni copia venduta.

Secondo Litman, tutto questo rappresenta un problema reale per gli sviluppatori, per Apple e per l’intera comunità, che si trova ad affrontare varie spese anche per produrre un semplice applicativo. “Il fenomeno cresce molto rapidamente e spesso basta una ricerca su Google per trovare questi download gratuiti (ed illegali), altre volte invece si fa riferimento ad alcuni siti, che contengono da poche decine a diverse migliaia di applicazioni”.

Omar, il creatore di uno di questi siti, attribuisce la colpa ad Apple, che non permette di provare i giochi prima di scaricarli, e dichiara che il suo sito serve soltanto da incentivo per utenti, al fine di provare, e successivamente acquistare, soltanto quello che realmente può interessare.

Alcuni sviluppatori, hanno iniziato a prendere seri provvedimenti per combattere questo problema, basti pensare a BeejiveIM, che a causa del costo elevato (12,99€), è stata una delle applicazioni più richieste nella community della pirateria. Con l’ultima versione, il software non è più in grado di funzionare sui dispositivi Jailbroken e Kai Yu, il presidente della società, ha dichiarato di avere il 60% di traffico in meno sui loro server, che evidentemente veniva generato da copie illegali del prodotto.

Altri sviluppatori invece, la pensano in maniera diversa. Brian Greenstone per esempio, proprietario di Pangea Software, è entusiasta dell’AppStore, ed ha dichiarato di aver monitorato il problema della pirateria sul gioco Enigmo. Durante la prima settimana di vendite, solo il 5% delle copie scaricate era pirata, in seguito tale percentuale è anche scesa. Brian è perfettamente consapevole che qualsiasi sistema di protezione può essere crackato, per cui, pur ammettendo di poter proteggere maggiormente le applicazioni, vede la cosa come un “lavoro inutile” che prima o poi verrà tranquillamente riaggirato.

Anche Steve Demeter, sviluppatore di Trism, si trova d’accordo con Brian, ed afferma che le copie illegali hanno avuto un impatto trascurabile, anche perchè è riuscito a guadagnare 250.000 dollari in sole 2 settimane e con un solo gioco.

Insomma a quanto pare è il prezzo che fa la differenza. Pangea Software ad esempio, ha sempre offerto giochi di altissima qualità ad un prezzo medio-basso, ed anche lo sviluppatore di Ocarina (tanto per dirne uno) è riuscito a fare un mucchio di soldi con una semplice inutility da 0,79€. Con questo non si giustifica ovviamente la pirateria, ma bisognerebbe sicuramente “venirsi incontro” in maniera reciproca. BeejiveIM è una delle migliori applicazioni per la messaggistica immediata, lo abbiamo sempre detto, ma il prezzo è decisamente troppo alto, considerando anche le altre applicazioni gratuite che in aggiunta permettono di usufruire anche dei servizi Skype e del VOIP.

Ad onor del vero, però, bisogna anche dire che sia Enigmo che Trism rappresentano i primissimi giochi disponibili in AppStore, e a quei tempi, il cracking e l’installazione di copie illegali non era cosi semplice ed immediato.

Lasciamo a voi i commenti, tenendo conto di non oltrepassare i limiti dettati dal buon senso, e di non inserire alcun link verso siti esterni.

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