Scambio di brevetti: Così Motorola cerco di risolvere la situazione con Apple

La Commissione Europea ha rilasciato alcuni interessanti dettagli (PDF) in merito alla sua decisione di approvare l’acquisizione di Motorola da parte di Google. Sembra che il produttore di smartphone avesse chiesto ad Apple la licenza di tutti i suoi brevetti (non standard) in cambio della concessione all’utilizzo della tecnologia 3G, di cui la stessa Motorola detiene un brevetto. La richiesta, effettuata nel corso del 2011, ipotizzando che l’acquisto di Google sarebbe stato approvato, avrebbe aiutato tutti i produttori di Android.

La trattativa, stando a quanto riferito dai documenti in questione, sarebbe inizialmente proseguita con l’intento da ambe le parti di giungere ad un accordo; tuttavia Apple decise di fermare le negoziazioni difronte all’insistente richiesta di Motorola di avere un accesso incondizionato ai brevetti della società californiana. Nonostante i comportamenti anticoncorrenziali in questione, la Commissione ha, comunque, deciso di approvare l’operazione Google/Motorola poiché i fatti avrebbero avuto luogo prima dell’acquisizione.

L’interpretazione, fornita dalla Commissione Europea, suggerirebbe che Apple abbia cercato di trovare un accordo potenzialmente in grado di portare a conclusione le cause legali con Android. Tuttavia, l’insistenza di Motorola – di avere accesso anche a brevetti fondamentali per Cupertino, in quanto legati ad iPhone e iOS – non hanno permesso di raggiungere tale obiettivo.

Se da una parte il mancato accordo, di cui sopra, può essere visto come una delle principali motivazioni per spiegare gli scenari attuali, in cui, ricordiamolo, Apple e diverse aziende tecnologiche legate alla piattaforma di Google sono protagonisti di svariate cause legali per la violazioni di diversi brevetti.

Dall’altra, la mancata ragionevolezza di Motorola nel limare le questioni deve essere analizzata in considerazione delle ripercussioni che, i brevetti di Apple esenti dall’accordo di cross-licensing, avrebbero potuto avere. Se, infatti, i brevetti non inclusi nell’accordo fossero stati gli stessi oggetto dei contenziosi, allora anche in presenza di un eventuale accordo, comunque, non si sarebbe giunti alla conclusione delle dispute, i cui confini sono ormai mondiali. Se, invece, i brevetti in questioni fossero stati offerti da Apple, il rifiuto da parte di Motorola potrebbe avere delle conseguenze negative non soltanto per l’azienda Americana, ma anche per HTC, Samsung e gli altri produttori legati ad Android.

Via | FossPatents

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