Respinta la richiesta di Apple per bloccare la class-action contro l’in-app purchase

L’anno scorso Apple ha dovuto affrontare una class-action riguardante i giochi su iOS in vesrione freemium. Alcuni genitori infatti si sono lamentati poichè i loro bambini hanno speso migliaia di dollari tramite gli in-app purchase delle applicazioni. Questi genitori accusano infatti di pubblicare in App Store applicazioni ingannevoli per i più piccoli.

Tali app normalmente richiedono la password dell’App Store prima di completare l’acquisto, ma l’utente dopo aver inserito le credenziali per il download del gioco gratuito, può installare o scaricare altro materiale per 15 minuti, senza dover inserire nuovamente la password.

Sul blog di Eric Goldman è stata riportata la notizia che questa settimana Apple ha proposto di chiudere la class-action che vede l’azienda colpevole della violazione di leggi in materia di tutela dei consumatori. Questa richiesta però è stata ufficialmente respinta. Infatti il giudice distrettuale Edward Da Vila ha accolto quattro delle cinque domande da parte dei genitori coinvolti nel caso:

Contrariamente a quanto sostiene Apple, i querelanti hanno descritto specificatamente di essere stati esposti a delle false dichiarazioni della società di Cupertino, le quali hanno provocato ad essi il danno conseguente. Secondo i genitori infatti Apple avrebbe attivamente promosso le sue “app esca” spacciandole per gratuite.

In conslusione essi chiedono il risarcimento della somma spesa dai bambini, poiché non consapevoli degli acquisti che stavano effettuando. Il giudice ha giudicato consistente il danno economico subito da questi genitori aprendo così il dibattito e chiedendo agli avvocati di Apple di preparare la strategia difensiva entro il prossimo 24 maggio.

Via | iPodnn

L’anno scorso Apple ha dovuto affrontare una class-action riguardante i giochi su iOS in vesrione freemium. Alcuni genitori infatti si…

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