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App Store come rimedio anti-crisi? iSpazio intervista gli sviluppatori di LockScreen



La storia di questi due sviluppatori, di cui abbiamo appena recensito l’applicazione LockScreen, è molto particolare, ed abbiamo deciso di raccontarvela grazie ad un’intervista gentilmente concessaci. Un’intervista a tutto campo in cui abbiamo voluto capire se l’App Store di Apple possa rivelarsi davvero una valida alternativa in questo momento di profonda crisi.


Chi siete, chi c’è dietro Il progetto lemonskin?

Ciao a tutti siamo Mian e Andrea, due ex consulenti informatici marito e moglie. Abbiamo lavorato nel mondo dello sviluppo IT per circa quindici anni. Poi, la crisi che ha messo in ginocchio il nostro paese, ha portato al fallimento delle società in cui lavoravamo e, da un giorno all’altro, abbiamo perso il lavoro. Ci siamo trovati di fronte a un bivio, cercare lavoro presso altre aziende o approfittare della nefasta occasione per reinventarci e provare a fare qualcosa che ritenevamo più interessante e stimolante.
Dopo alcuni colloqui, in cui ci siamo resi conto che la principale preoccupazione delle aziende era sfruttare il più possibile la crisi per strappare contratti capestro (a progetto, stipendi da fame, condizioni sfavorevoli), abbiamo deciso di prenderci un anno sabbatico e cercare nuove strade.

Come avete cominciato quest’avventura?

Mian ha avuto la fortuna di aver lavorato allo sviluppo di una piccola applicazione iOS nella società in cui lavorava, e questo le ha permesso di imparare le basi della programmazione su XCode. Ciononostante sono serviti svariati mesi di studio e sperimentazioni prima di riuscire a realizzare un progetto completo e funzionante. Ad essere sinceri volevamo realizzare un’applicazione da quando è stato introdotto l’App Store ma, lavorando otto ore al giorno, alla sera eravamo troppo stanchi per sederci a tavolino a lavorare a un nuovo progetto. Col senno di poi, probabilmente, non sarebbe stata una cattiva idea.

Come vi dividete il lavoro?

Mian si occupa di tutto ciò che è programmazione, cioè l’applicazione vera e propria, io lavoro al layout grafico, alla gestione del sito web, alle pubbliche relazioni su facebook, tweeter, youtube, alle guide e tutorial, alla promozione sui vari siti web e al supporto tecnico. In comune decidiamo le caratteristiche delle applicazioni e il loro funzionamento.

Come è nata l’idea di realizzare la vostra app?

Le nostre applicazioni nascono tutte da un’esigenza prettamente personale. Se abbiamo la necessità di un programma specifico lo cerchiamo in App Store e, se non troviamo un’applicazione che ci soddisfa, valutiamo l’idea di svilupparne una nostra. Siamo persone molto esigenti per cui è difficile trovare qualcosa che ci soddisfi in pieno. Magari un’applicazione ha una cosa ben fatta, un’altra ha un’interfaccia più intuitiva o migliori caratteristiche. Così, invece di utilizzarne due o tre, ce la facciamo noi.

LockScreen non è la prima applicazione che abbiamo sviluppato, ma è la prima (e attualmente l’unica) che abbiamo pubblicato in App Store. La capostipite è stata una utility che permetteva di salvare i risultati degli esami del sangue, catalogarli, visualizzare la descrizione di ogni voce e, in generale, rendere comprensibili tutte quelle piccole voci che scorriamo velocemente controllando che i valori rientrino all’interno dei limiti. È su quella che abbiamo fatto i primi esperimenti, i primi errori e abbiamo imparato ad organizzare il lavoro. Non è escluso che un giorno la riprenderemo perché la ritengo tuttora molto valida.

LockScreen è nata grazie a un progetto che mi ero preparato con Photoshop e che aggiornavo ogni volta che volevo cambiare l’immagine di sfondo della lock screen. Solo che ogni volta dovevo passare dal computer desktop e ho pensato che, averla direttamente sull’iPhone, sarebbe stata molto più comoda. Ho sempre ritenuto molto importante visualizzare un contatto nel caso in cui dovessi perdere l’iPhone o, dita incrociate, dovesse accadermi qualcosa. Però iOS non ha mai previsto questa possibilità e le altre applicazioni in App Store non mi soddisfacevano pienamente. Così ce la siamo creata, cercando di renderla quanto più intuitiva possibile. I numerosi video tutorial li ho fatti io (Andrea) con la mia pessima pronuncia inglese. Un po’ mi vergogno perché sono davvero lontani da un lavoro professionale ma ritengo che, al di là della forma, sia molto importante prendere per mano l’utente e spiegargli bene come sfruttare l’applicazione al meglio. Molte applicazioni all’interno dello Store sono davvero enigmatiche.

Ritenete che l’App Store possa diventare davvero un’alternativa per gli sviluppatori, soprattutto in uno scenario di crisi come quello attuale?

L’App Store è stato, nei suoi primi anni di vita, una vera e propria gallina dalle uova d’oro. Gli sviluppatori che gli hanno dato immediatamente fiducia hanno ricevuto enormi soddisfazioni.
Oggi la situazione è diversa, ci sono centinaia di migliaia di applicazioni e la cosa più difficile è trovare il modo di farle conoscere. La chiave del successo è riuscire a scalare la classifica: quanto più in alto riesci a piazzare la tua applicazione (più gente la scarica e più sale in classifica) e maggiore visibilità avrai. Maggiore visibilità significa maggiori download e così via.
Per questo motivo, chi ha i mezzi, investe molto nella pubblicità e nei siti web. La maggior parte dei blog mondiali chiede soldi per pubblicare una recensione (iSpazio lo ha fatto gratuitamente, ci tengo a sottolinearlo perché è una cosa che aiuta molto i piccoli sviluppatori) e, giocandosi bene questa carta, è possibile ottenere ottimi risultati.
Noi siamo partiti con l’intenzione di non rischiare i pochi soldi che avevamo e ci siamo lanciati in questa avventura con l’obiettivo di riuscire almeno ad ammortizzare i costi dell’iscrizione come Apple developer. Fortunatamente ci siamo riusciti e siamo soddisfatti della reazione degli utenti. Sia chiaro, stiamo parlando di poche copie vendute al giorno, non certo sufficienti a sostenere un bilancio familiare, però siamo ancora all’inizio, e abbiamo fiducia nel futuro.
Una critica che ci viene mossa spesso è che il prezzo dell’applicazione è troppo alto. Ce ne rendiamo conto, togliendo il 30% che Apple si trattiene e le tasse, ogni copia venduta genera meno di 80 centesimi, se la vendessimo a 79 la cifra sarebbe davvero troppo bassa (meno di 40 centesimi) per giustificarne lo sviluppo. Abbiamo intenzione di pubblicare altre applicazioni in futuro, con la speranza di poterle vendere tutte al prezzo minimo, o addirittura con la formula del freemium. Siamo comunque molto grati a chi ci ha sostenuto fino a oggi, è grazie al loro supporto se oggi siamo qui.

Cosa ne pensate, in base alle vostre esperienze, del mondo del lavoro oggi? Consigliereste ad un giovane programmatore la strada per diventare sviluppatore iOS?

Se hai la fortuna di avere un posto di lavoro tienitelo stretto! Si può diventare sviluppatori iOS a tempo perso, studiando nei ritagli di tempo e pubblicando piccole applicazioni, è così che fanno quasi tutti (ad esclusione delle grandi case come Gameloft e simili). In questo modo, se le cose non dovessero andare bene, non sarebbe un dramma. Al contrario, se dovessi avere un’idea geniale alla “Angry Birds”, potrai comprarti una bella villa ai caraibi e mandare una cartolina all’ex datore di lavoro. :)
Purtroppo sono tempi molto difficili, in particolare nel mondo informatico e, se anche l’App Store non è in grado di assicurare un reddito paragonabile a uno stipendio, può però garantire un piccolo “passive income” (guadagno passivo), cioè qualche euro extra al mese, che non fa mai male. Considera anche che, una volta pubblicata l’applicazione, non dovrai più preoccuparti di nulla (se non del supporto) in quanto tutte le operazioni di vendita e pagamento dei profitti verranno gestite automaticamente da Apple.

Avete altri progetti?

Certamente. Abbiamo in programma di lavorare a un gioco perché ultimamente sono le applicazioni che vanno per la maggiore. LockScreen è una utility e può essere molto comoda ma è innegabile che sia un’applicazione di nicchia, e quindi destinata a un pubblico ristretto.
Però le animazioni, la fisica e, in generale tutto ciò che è legato al mondo videoludico si trova a un livello di programmazione più avanzato. Per questo, mentre stiamo cercando di farci venire un’idea originale, stiamo studiando e sperimentando molto. Contemporaneamente continuiamo a portare avanti lo sviluppo di LockScreen con nuove idee e nuovi oggetti.

Ritenete importante la comunicazione fra sviluppatori e utenti?

Si, riteniamo che la responsabilità di uno sviluppatore vada al di là della semplice programmazione. In App Store esistono tante splendide applicazioni ma molte hanno un pessimo supporto: email che vengono lette dopo settimane o addirittura mesi di attesa, o la cui risposta non arriva mai, suggerimenti che passano direttamente dalla tastiera al cestino. Acquistando la tua applicazione l’utente ti sta dando fiducia ed è una tua responsabilità morale fare in modo che sia ben riposta. Creare le guide e i video tutorial è un’operazione che mi porta via svariati giorni, anche perché non sono un esperto in materia, ma trovo che la loro utilità sia innegabile e, una volta pubblicati, rimangono a disposizione per sempre. Questo evita di dover rispondere a molte email identiche. Aggiungere la risoluzione di un problema alle F.A.Q. contribuisce a creare una libreria di aiuto consultabile da tutti.

La vostra app va a sopperire la poca propensione di iOS ad essere “customizzabile”. Cosa ne pensate del jailbreak? (da utenti e da sviluppatori)

Io, come utente, sono un grande fan del jailbreak, Mi ha sempre accompagnato su tutti i dispositivi iOS che ho avuto. Con gli anni Apple ha pian piano sopperito a tutte le principali mancanze, basti pensare al multitasking o alle nuove notifiche di iOS. Rimangono ancora delle piccole lacune ma direi che col tempo i vuoti si stanno colmando. Al momento, le ragioni che mi tengono ancora ancorato al JB sono poche: NCSettings, ovvero la possibilità di poter attivare o disattivare molte impostazioni di sistema in modo rapido e qualche altra piccola utility, come ad esempio la possibilità di scegliere lo user agent del browser.
Da un punto di vista di sviluppatore ritengo che Saurik abbia creato un ottimo store dove, chi non è soddisfatto dei limiti software imposti da Apple, può personalizzare il proprio dispositivo come preferisce. Ci sono anche aspetti negativi, legati alla pirateria ma credo che, se proprio vogliamo trovare un piccolo aspetto positivo (magari un po’ forzato) in alcuni casi la stessa può aiutare a diffondere la conoscenza dell’applicazione. E, se un software è valido, la gente lo compra. Magari se in futuro Apple valuterà un sistema di trial per le applicazioni anche la pirateria tenderà a diminuire, perché giustamente molte persone vorrebbero provare qualcosa prima di comprarlo.
Trovo in generale che la community di Cydia sia un fattore molto positivo, un continuo stimolo ad Apple per migliorare i propri dispositivi.

Vorrei ringraziare a nome dell’intero staff di iSpazio gli sviluppatori Andrea e Mian per il gentile tempo concessoci. E un grosso in bocca al lupo per il futuro.







 

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