Bill Gates ispirò “NeXT”, il coinvolgimento di Mandela per la campagna “Think Different” e altre curiosità su Steve Jobs

Nel nuovo libro di Ken Segall, Insanely Simple, vengono svelati alcuni retroscena sulla vita di Steve Jobs e l’azienda Apple da lui stesso co-fondata. In questo articolo vi sveleremo i segreti che ci sono dietro alla compagnia NeXT, allo slogan “think different” ed altri aneddoti.

Nel libro, oltre ad alcuni aspetti insoliti della vita di dell’ex CEO, come per l’appunto il vestirsi da Willy Wonka, vengono rivelati tre interessanti aneddoti. Il primo riguarda il celeberrimo slogan “Think Different”. All’epoca, mentre lo studio della campagna promozionale era in pieno svolgimento, il visionario Jobs era sempre intento a conoscere nuove persone ed a studiare nuove funzionalità, quando una settimana incontrò Nelson Mandela. L’incontro fu una rivelazione per Jobs e nel libro viene riportato:

Steve parlò riguardo all’onore di vedere una persona straordinaria come Mandela, apparire nella campagna promozionale. Non era un semplice complotto per far si che si parlasse di Apple. Steve avrebbe voluto veramente rendere omaggio ad una persona che lui stesso ammirava profondamente. C’era un solo problema. A quel tempo, Mandela era presidente del Sud Africa.

Jobs chiese all’agenzia di pubblicità di chiamare Mandela per la proposta, il quale rifiutò gentilmente. Ma il perseverante Jobs non si arrese e decise di chiamare personalmente l’allora presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, invitandolo a convincere il presidente Mandela. Il presidente sudafricano rifiutò nuovamente e disse a Clinton che forse avrebbe potuto accettare in futuro, almeno dopo la scadenza della carica politica.

Il secondo aneddoto riguarda il nome della seconda compagnia da Jobs fondata: la NeXT. Originariamente la società doveva chiamarsi “Two”, in quanto era la seconda azienda da lui creata. Tuttavia un vecchio amico, Tom Suiter, gli disse che un nome simile non andava bene in quanto tutti avrebbero chiesto spiegazioni riguardo a quello che era accaduto con la prima compagnia.

Poco dopo, Tom frequentò un discorso di Bill Gates a Seattle. Egli fu colpito dal numero di volte che Gates usò la parola “Next” per descrivere le nuove tecnologie sviluppate da Microsoft. Quella parola echeggiò per molto tempo nella sua testa. Chiamò Steve concitato e disse: “io credo di avere il nome per la nuova azienda. E’ Next!”. Ci fu una lunga pausa e alla fine Jobs espresse la sua approvazione. E’ ironico che un discorso di Bill Gates sia stato in realtà la scintilla per la denominazione dell’azienda. La cosa ancora più stupefacente era che né Steve né Bill ne erano a conoscenza.

Il terzo aneddoto riguarda il ritorno in Apple di Steve Jobs negli anni 90. All’epoca egli pensava di inserire gli annunci nel sistema operativo Mac. Il  team di lavoro del Mac OS 9 stava pensando ad un nuovo metodo per effettuare gli aggiornamenti del sistema operativo. Invece della fatturazione standard di 99$, essi stavano studiando un sistema per fare ottenere agli utenti una versione gratuita, grazie all’inserimento di pubblicità. Jobs era molto interessato all’idea e dopo averne parlato con il guru della pubblicità Lee Clow, fornì alcuni dettagli su come avrebbe dovuto funzionare.

All’avvio del sistema, l’utente avrebbe dovuto visionare uno spot di circa 60 secondi. Questo annuncio sarebbe stato modificato regolarmente tramite gli aggiornamenti dei server Apple. Gli annunci sarebbero apparsi nelle zone dello schermo con maggiore rilevanza come nella finestra di dialogo della stampante. L’idea tuttavia non venne mai implementata in quanto sembra che Jobs ricevette parecchi pareri negativi riguardo al senso di disordine che le inserzioni pubblicitarie avrebbero conferito all’interfaccia.

Via | Cultofmac

Nel nuovo libro di Ken Segall, Insanely Simple, vengono svelati alcuni retroscena sulla vita di Steve Jobs e l’azienda Apple…

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