L’ascesa delle applicazioni di terze parti e la caduta di Google all’interno di iOS

Quando Apple ha introdotto iOS 6 durante il WWDC di quest’anno, uno degli argomenti più chiacchierati è stato sicuramente quello del cessato rapporto con il colosso Google che da anni forniva le proprie mappe sui dispositivi iOS. Benché sviluppate grazie alla collaborazione con altre società specializzate, l’abbandono di Google Maps e di YouTube quali applicazioni native in iOS risulta un duro colpo per Google, il quale vede altri concorrenti avanzare nel software mobile di Apple.

Sotto molti aspetti, questi cambiamenti non appaiono troppo sorprendenti a seguito dell’agguerrirsi della concorrenza nei confronti di Google nel corso degli anni, la quale è entrata prepotentemente nel mercato degli smartphone grazie alla sua piattaforma Android. L’unico servizio che Google vanta di default sul nuovo iOS è l’utilizzo della funzione di ricerca in Safari. Eppure mentre Apple ha cercato di troncare il suo rapporto con il gigante della ricerca, nel corso degli ultimi anni è stata corteggiata da numerosi altri fornitori di servizi i quali hanno cercato di ottenere la loro integrazione in iOS.

Una grafica realizzata dagli amici di MacStories mostra tutti quei servizi che sono stati integrati e rimossi progressivamente a seguito del rilascio di una nuova versione del software. Di seguito potete consultare le varie fasi nella storia di iOS.

iPhone OS 1: L’inzio

Durante la presentazione dell’iPhone, fu immediatamente chiaro che Google sarebbe stato un partner significativo offrendo servizi di ricerca, mappatura e naturalmente il servizio YouTube. Il tutto venne confermato anche dall’allora CEO di Google Eric Schimdt che spese un paio di parole durante il keynote a favore del nuovo terminale. iOS 1 (o meglio iPhone OS) non aveva ancora un AppStore e quindi le funzionalità di base del sistema operativo erano fondamentali. Anche se le applicazioni con servizi di di terze parti forniti anche da Yahoo erano costruite internamente all’azienda, Apple non disponeva del tempo e delle risorse per dedicarsi a creare alcune funzionalità con servizi propri, visto che il lancio dell’iPhone era sicuramente di priorità assoluta.

iPhone OS 2 e 3: L’avvento dell’App Store

Apple ha introdotto l’App Store in iOS 2 e per i successivi anni, la maggior parte degli sforzi sono stati focalizzati sul miglioramento dello store digitale e di alcune funzionalità di base per rendere l’esperienza con le applicazioni la migliore possibile. D’altro canto l’App Store ha vanificato in parte la necessità di integrare servizi aggiuntivi perché per ogni problema “c’è un app per questo”. L’unica integrazione è stata quella con Microsoft Exchange, essenziale per la conquista dell’utenza business.

iOS 4: Un cambiamento è in corso

Ci sono alcune cose importanti in iOS 4 che indicano il cambiamento in corso.Il primo è che Apple ha aggiunto Bing come alternativa al motore di ricerca di Safari. Conseguentemente a questa mossa, la barra di ricerca ha visto sparire la scritta “Google” con un più generico “Search” (nel grafico, le linee tratteggiate rappresentano la ridenominazione dei motori di ricerca con il semplice “Search”).

Infine la presentazione del socialnetwork musicale Ping, ha costretto l’azienda ad una maggiore integrazione con il più noto Facebook, offrendo la funzione di ricerca dei propri amici. Tuttavia probabilmente la mancanza di un accordo tra le due aziende, ha fatto si che Facebook non sia stato immediatamente integrato in iOS, cosa invece differente per Twitter, presente già da iOS 5.

iOS 5: Twitter & Siri (US)

Twitter è stato forse il primo servizio non-Apple ad essere così ampiamente integrato in iOS. Non solo è disponibile nell’applicazione Foto e Safari ma gli sviluppatori hanno ricevuto anche numerosi strumenti per l’integrazione del social network nelle loro applicazioni. Ma la grande svolta nell’integrazione di servizi di terze parti è avvenuta grazie a Siri.

L’assistente vocale  di Cupertino (ancora in fase beta), di base utilizza il servizio di dettatura vocale di Nuance ed inoltre interagisce con WolframAlpha, Yelp e i servizi di Yahoo Meteo e Borsa. Apple, la società tanto spietata nel controllo di tutti gli aspetti dell’esperienza utente effettua invece un grande utilizzo, più di qualsiasi altro, di servizi di terze parti.

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iOS 6: Addio Google. Bevenuti Facebook, Cina, Mappe e Siri in Italiano.

Sono tante le novità che saranno introdotte con iOS6. Facebook sarà completamente integrato con iOS. Inoltre Siri aumenterà le sue funzionalità grazie all’aggiunta di nuovi servizi di terze parti come Rotten Tomatoes, Open Table e Yahoo Sport e soprattutto grazie all’aggiunta di nuovi linguaggi, tra questi anche l’Italiano. Tuttavia è bene precisare che la maggior parte di questi servizi non sono disponibili al di fuori degli Stati Uniti, dove Apple dovrà trovare alternative valide, anche se nelle varie beta stiamo vedendo l’integrazione di alcuni servizio anche in altri paesi, come il supporto di Yelp in Italia, nonostante i pochi risultati.

Google Maps e YouTube invece sono stati rimossi. Quelli che erano servizi vitali in iOS 1, ora non saranno più presenti nativamente ma tuttavia sarà possibile usufruire delle rispettive applicazioni, che verranno rilasciate presto in App Store, a scapito di una maggiore integrazione.

Il nuovo servizio mappe di Apple è stato sviluppato grazie all’acquisizione di un certo numero di aziende di mappatura quali Poly9, Palcebase e C3 Technologies. L’unico servizio Google presente ancora in maniera predefinita è appunto quello di ricerca e sinceramente risulta difficile non vederlo come predefinito visto il dominio assoluto nel paesaggio delle ricerche online.

Fonte | Macstories

Quando Apple ha introdotto iOS 6 durante il WWDC di quest’anno, uno degli argomenti più chiacchierati è stato sicuramente quello…

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