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iPhone 5: Ecco cosa ne pensiamo | Editoriale



Apple ha il grande merito di riuscire a polarizzare molto le opinioni riguardo a sè. Questione di storia, d’immagine e di mentalità. La società californiana, infatti, è l’azienda tecnologica che più si è sviluppata e rinnovata negli anni. Non è più la mela del “think different“. Apple, infatti, da quando ha spopolato con i dispositivi iOS, ha puntato chiaramente sul mercato globale. Tuttavia, con il nuovo iPhone 5, la mela rispolvera la vecchia filosofia. L’ iPhone 5, come i primi Mac, è un gioiello di tecnologia, progettazione e di design. Tutto quello che ha, è fatto alla perfezione ed è questo che lo rende unico.


Design

Il nuovo iPhone è oggettivamente belloLa bellezza oggettiva è funzione del tempo e quindi è vittima dei canoni di quel tempo stesso. I nostri canoni sono facilmente comparabili con l’agguerrita concorrenza di terminali di fascia alta che sforna la concorrenza. Parliamo dell’ormai famoso Samsung S3, del nuovo ed interessante Nokia Lumia 920 e dei terminali della famiglia Xperia di Sony. Tutti terminali validi e sicuramente belli. Ma Apple, e la cura maniacale dei dettagli con cui realizza i propri prodotti, riesce a farsi sentire. Possiamo basarci solo su scatti e video per ora, ma il parere è unanime. Ancora una volta Apple riesce a regalare quel quality feeling, quella sensazione di altissima qualità, che per gli altri produttori ancora resta lontana. I primi scatti rubati di quel celebre iPhone 4 perso in un bar fecero storcere la bocca a molti, in primis al sottoscritto. Una volta avuto in mano, con la possibilità di apprezzarlo dal vivo, è stato subito mio. In molti attribuiscono le gigantesche vendite che l’iPhone riesce a registrare all’ “effetto lobotomia” che ingenererebbero i prodotti Apple sul grande pubblico. A mio avviso, invece, si trascura molto l’effetto qualità che i prodotti Apple trasmettono. E per “aggeggi” che costano 600 euro e più, non è certamente un dettaglio trascurabile. 

Oggetto di “critiche” e qualche perplessità è il form factor generale. Apple ha deciso, infatti, di equipaggiare il nuovo iPhone 5 con uno schermo 16:9 permettendo al terminale di restare largo come i precedenti iPhone 4/4S a tutto vantaggio dello spazio verticale, che lascia molto più spazio ai contenuti su web, mentre scriviamo con la tastiera e così via.
Inizialmente l’impatto con le prime foto rubate è stato “strano”, per molti versi anche negativo. La qualità delle foto molto spesso non è riuscita a trasmettere quella sensazione di qualità di cui sopra ed il telefono sembrava terribilmente sproporzionato. Una volta “fatto l’occhio” e guardando qualche dato scopriamo che l’aumento in altezza è stato, tuttavia, molto contenuto (solo 9 mm). Il rapporto dello schermo, infatti, è sempre stato, fin dal 2007, di 3:2 ed andare a “ritoccare” un qualcosa che ricalca il noto rapporto aureo, sicuramente implica delle conseguenze a livello estetico.

La tecnologia e l’ingegneria in genere, però, sono soggette ad un grande, storico compromesso. Quello delle prestazioni e del costo. Apple è entrata nel mondo tecnologico imponendo design arditi (e molto spesso notevolmente caratteristici e accattivanti) aggiungendo così anche quest’ultimo elemento alla già impegnativa sfida del compromesso. In quel di Cupertino avrebbero potuto mantenere lo stesso rapporto di 3:2 allo schermo portandolo a 4″ creando però un oggetto più ingombrante lateralmente, e soprattutto aggiungendo una risoluzione totalmente nuova per l’immenso parco applicazioni dell’AppStore. In questo modo, però, sacrificando un po’ il design, si è scelto di passare al formato 16:9 garantendo una migliore fruizione dei contenuti video, permettendo di realizzare uno schermo con una risoluzione che sarebbe stata facilmente adattabile a tutte quelle applicazioni che non fanno uso del “fullscreen” (che vengono automaticamente adattate al nuovo layout da iOS) e permettendo un utilizzo agevole dello smartphone con una sola mano (vera grande preoccupazione di Steve Jobs).

Dimensioni e peso 

L’iPhone 5 è lo smartphone di fascia alta più sottile al mondo. E non solo. Nella fascia alta del mercato è anche il più compatto e leggero. L’iPhone 5 pesa solo 112 grammi ed è spesso solo 7,6 millimetri. In altezza e larghezza è lo smartphone di fascia alta più piccolo e compatto. A termine di paragone L’S3 di Samsung pesa 134 grammi, contro i ben 185 grammi del nuovo Lumia 920. Un piccolo rimando ai materiali ci fa capire che Samsung ha ottenuto quel peso dotando il terminale di una scocca in plastica mentre Apple utilizza soltanto vetro ed alluminio, materiali decisamente più durevoli, pregiati e pesanti. Ottenere un peso finale di soli 112 grammi ha quindi richiesto un grandissimo lavoro ingegneristico, degno di tutte le belle parole utilizzate dal Team di Apple nel video promozionale.

Se le dimensioni compatte ed il peso contenuto offriranno, certamente, un’usabilità al top della categoria, un compromesso ha dovuto (probabilmente) penalizzare la grandezza e quindi la capacità della batteria, che è rimasta sostanzialmente uguale rispetto ai precedenti modelli. La durata operativa però, sembra reggere degnamente il confronto con i modelli più accreditati della concorrenza che dispongono di batterie da 2000 mah  (per il Lumia) e 2100 mah (per l’S3). L’autonomia del nuovo iPhone, nonostante lo schermo più grande dovrebbe essere maggiore del modello precedente. Il grande lavoro svolto sulla CPU potrebbe essere riuscito a contenere i consumi e, se guardiamo le tabelle con le specifiche dichiarate dai produttori, troviamo il Lumia che dichiara 2 ore in più in conversazione su rete 3G ma ben 4 ore in meno nella riproduzione di un video.

CPU e GPU 

Il vero segreto dell’iPhone 5 è nel suo cuore, nella sua CPU. Il nuovo melafonino è, infatti, il primo smartphone ad essere spinto da un processore ARM Cortex A15. Il SoC A6, infatti, dovrebbe contenere due core Cortex A15 per la CPU ed una GPU PowerVR SGX543 quad core, davvero mostruosa per uno smartphone. Apple garantisce, così, il doppio delle prestazioni sia per la CPU che per il comparto grafico con un occhio di riguardo ai consumi. (La CPU, infatti, è realizzata dalla rivale Samsung con un processo produttivo a 32nm e costituirà lo schema produttivo dei nuovi Exynos già presentati alla stampa). Il keynote ha già mostrato le prestazioni e le potenzialità della GPU del nuovo iPhone tuttavia nessun dubbio circa le sua potenzialità. Se, infatti, riesce a far girare in maniera impressionante un gioco sullo schermo retina del nuovo iPad (2048 x 1536 pixels) pilotando egregiamente più di 3,1 milioni di pixel, immaginate cosa sarà in grado di fare sul nuovo iPhone. Sempre a titolo di esempio, il “mostruoso” Galaxy S3 monta sì un processore quad core, ma realizzato con la tecnologia Cortex A9, la stessa di iPhone 4S, per intenderci. Sul piano della GPU non dovrebbe esserci storia con nessuno smartphone attualmente in circolazione ma ci sarà tempo e modo per verificarlo sul campo.

Il nuovo iPhone dovrebbe essere supportato da un giga di RAM ma niente è ancora sicuro circa la frequenza di clock a cui gira il processore. Se, infatti, il passaggio alla realizzazione di core che sfruttano la tecnologia ARM Cortex A15 garantisce un aumento prestazionale del 40%, non sappiamo se il resto della performance sia garantito da un “ritocco” delle frequenze operative (difficile comunque, perché avrebbe aumentato i consumi) oppure da un miglioramento della velocità delle memorie flash che il nuovo iPhone porta in dotazione (Apple ha infatti abbandonato Samsung per Toshiba, Elpida Memory e SK Hynix).

Display e Fotocamera

iPhone è oramai sinonimo di display LCD IPS ad alta densità di pixel, quello che a Cupertino hanno chiamato Retina display. Il nuovo iPhone, per essere più sottile, ha un pannello in-cell che integra direttamente al proprio interno i sensori del multitouch permettendo di risparmiare un po’ di prezioso spazio. Se il concetto di “Retina display” tutto sommato risulta ormai consueto e di poco anche superato da altre soluzioni, questo non è automaticamente detto per quanto riguarda la qualità dello stesso. Apple ha dichiarato infatti, di aver ulteriormente lavorato sul proprio pannello riuscendo a regalare una soluzione con colori più brillanti, una maggiore saturazione e meno riflessi sotto la luce del sole. Sony e Nokia montano anch’esse un pannello LCD che dovremo mettere alla prova, mentre Samsung è equipaggiata dai pannelli Super AMOLED che, se da un lato regalano contrasti netti e neri profondissimi, dall’altro soffrono molto in fedeltà cromatica, saturazione eccessiva e, soprattutto, punto del bianco. Una situazione che pregiudica l’utilizzo di questi terminali sotto la luce del sole, nel fotoritocco amatoriale (personalmente utilizzo con grande soddisfazione molte app di fotoritocco, iPhoto compreso) e penalizza un po’ il browser experiencing in quanto solitamente lo sfondo del browser sui terminali Samsung dal classico bianco diventa un giallino opaco non bellissimo da vedere.

Fotocamera? Sono sempre 8 i megapixel nonostante un’ottica rivista, un sensore più piccolo e un vetro di protezione realizzato in cristallo di zaffiro. Le prime foto d’esempio pubblicate da Apple sembrano confermare la bontà assoluta della soluzione (già di assoluto livello in iPhone 4S). Aumentare la risoluzione su un sensore ancora più piccolo, infatti, avrebbe significato solo aumentare il rumore nel sensore. Più megapixel non è assolutamente sinonimo di foto migliori, ci teniamo a ribadirlo.

Considerazioni finali

Lo scopo di questo articolo è di non soffermarsi all’apparenza ma di guardare in profondità. Alle ragioni intraprese in ogni singola scelta che abbiamo provato ad illustrarvi. Al risultato finale, che garantisce un dispositivo performante, semplice ed immediato che, con iCloud, diventa parte di un ecosistema più complesso costituito da altri dispositivi della mela. Questo iPhone nasce dal compromesso esasperato di un design bellissimo e funzionale, dalla volontà di realizzare un dispositivo “migliore“, proprio come affermato da Ive stesso. Partendo da uno smartphone straordinario e anch’esso notevole come iPhone 4S.

E poi c’è la quinta ragione per cui un iPhone resta unico nel suo genere: iOS.
Affermare che sia rimasto uguale negli anni vuol dire limitarsi a guardare il guscio.

 

Risorse Utili:







 

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