Le applicazioni degli editori vedono perdere terreno a favore delle loro web app

In un recente incontro, Bonita Stewart di Google, Larry Chevres di New York Media e Rob Grimshaw del Financial Times, hanno avuto modo di discutere sulla situazione attuale dell’editoria. Un sacco di editori al giorno d’oggi offrono il loro contenuti su piattaforme mobili, cercando di garantire il modo più conveniente e piacevole per i lettori. Con app dedicate o pagine web specifiche per browser mobili, i contenuti sono accessibili da smartphone in diverse modalità.

Tuttavia, dalle recenti statistiche si scopre infatti che il buon vecchio sistema delle apps non risulta essere il migliore. Come rilevato dal direttore del Financial Times, dopo la rimozione della relativa applicazione nativa per iPhone e iPad, è stato registrato un incremento di circa il 70% degli abbonamenti per iOS. I problemi connessi al supporto di una applicazione ufficiale sono notevoli. La costante necessità di aggiornare l’applicazione, la necessità di adattarla ad altre piattaforme e il fatto che circa il 30% delle entrate siano detenute da Apple, hanno spinto molte testate giornalistiche a fare marcia indietro offrendo i suoi contenuti solo da web.

D’altra parte, Larry Chevres di New York Media ha detto che aziende come la loro non sono pronte ad abbandonare il modello delle app. Secondo lui, ci sono alcune cose che non ancora si posso ancora fornire tramite web browsing come ad esempio l’esperienza di lettura coinvolgente. Avere accesso all’hardware potente del dispositivo può permettere di creare opzioni realizzate ad hoc fornendo una maggiore interazione con l’utente lettore. Tuttavia, c’è da riconoscere che il divario tra applicazioni web e applicazioni native è sempre più piccolo. Infine, Bonita Stewart, Vice Presidente di Americas Partner Business Solutions di Google, ha invece riconosciuto che il modo migliore per convincere gli inserzionisti ad investire in questi progetti editoriali per dispositivi mobili sia quelli di offrire una piattaforma che può lavorare su vari tipi di dispositivi come tablet, telefoni, tv ecc.

Quindi applicazione dedicate o web app: quale è il futuro dell’editoria e di molti altri contenuti? Voi cosa ne pensate?

Via | Phonearena

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