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Samsung sfrutta il lavoro minorile per la costruzione dei propri dispositivi



Altri problemi per Samsung, dopo quelli di cui abbiamo parlato nella notizia di ieri. Sembra che la China Labor Watch abbia trovato numerosi casi di violazioni dei diritti dei lavoratori in alcune strutture che si occupano della produzione di dispositivi per conto di Samsung. La scoperta avviene appena dopo l’ultima ispezione del colosso sudcoreano nella fabbrica coinvolta, facendo emergere l’assoluta inefficienza dei sistemi di controllo della grande azienda multinazionale.

China Labor Watch è un’associazione americana per la tutela dei diritti dei lavoratori in Cina, il cui presidente è l’attivista cinese Li Qiang. Nelle scorse settimane ha denunciato casi di violazioni dei diritti dei lavoratori nella fabbrica HTNS Shenzhen. Numerose le violazioni concepite all’interno della struttura: sfruttamento minorile, straordinari forzati, scarsissime norme di sicurezza, e condizioni di lavoro disumane.

La CLW riporta la presenza di tre lavoratori che non avevano ancora raggiunto l’età di 16 anni, fra i quali almeno uno lavorava alla HTNS Shenzhen già da prima dell’ultima ispezione condotta da Samsung. Infatti sembra che siano passate poche settimane dall’ultimo controllo effettuato dalla multinazionale sudcoreana, ma il rapporto di Samsung e quello della CLW sembrano essere discordi sulla presenza di eventuali infrazioni per quanto riguarda le più basilari regole dei diritti dei lavoratori. Samsung inoltre nega la presenza dello sfruttamento minorile all’interno della struttura.

La scoperta di questi lavoratori minorenni dimostra l’assoluta inefficacia dei sistemi di controllo di Samsung. HTNS Shenzhen era una fra le strutture che Samsung aveva ispezionato durante il mese di Settembre, e non è stato denunciato alcun caso di sfruttamento minorile

Nonostante il tentativo di insabbiamento da parte di Samsung, però, l’associazione americana oltre ad aver riportato i casi di sfruttamento minorile ha trovato dell’altro: i lavoratori all’interno della struttura erano costretti a turni di lavoro massacranti, anche di 15 ore al giorno in edifici scarsamente ventilati. Inoltre mancano piani anti-sisma ed anti-incendio, non è presente nemmeno un estintore, e non esiste alcun supporto medico o infermieristico. Alcune di queste infrazioni sono state riportate anche nei rapporti di Samsung.

Questa notizia avviene proprio in seguito ai numerosi casi all’interno delle strutture della Foxconn, ma a differenza di questi i rapporti della HTNS devono essere visti con un’altra ottica. Il misfatto avvenuto alla HTNS è parte di una lunga campagna di mesi dell’associazione americana per la tutela dei diritti dei lavoratori in Cina contro il colosso Samsung e i suoi fornitori.

Sembra che in seguito ad ispezioni condotte in altre strutture del colosso sudcoreano siano state trovate ulteriori infrazioni sulle regole dei diritti dei lavoratori. Il caso non è grave tanto per la presenza delle infrazioni stesse che, purtroppo volenti o nolenti, in Cina sono all’ordine del giorno, ma per l’inefficienza dei controlli del colosso sudcoreano.

La CLW ha già informato Samsung riguardo ai resoconti delle proprie ispezioni, e certamente la multinazionale prenderà provvedimenti nel prossimo futuro. Tuttavia, non sono ancora stati rilasciati commenti ufficiali da parte di Samsung.

Via | ChinaLaborWatch







 

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