Apple ha davvero bisogno di produrre un iPhone molto costoso?

Su Cult Of Mac, il giornalista Mike Elgan, ha pubblicato un’interessante analisi sul perché Apple non dovrebbe produrre un iPhone di fascia bassa, ma piuttosto un prodotto molto più costoso. Una dichiarazione che farà storcere il naso a molti, ma seguendo la sua analisi alla fine scopriremo che non è una cosa così sbagliata.

iPhone

Sono molti gli analisti che, ogni anno, propongono l’uscita a breve di un iPhone di fascia bassa, concepito come prodotto destinato a conquistare anche quelle fasce di mercato dominate da tantissime altre aziende. Elgan afferma però che Apple dovrebbe concentrarsi solo sulla fascia alta, eventualmente anche elevando i prezzi e reinventando altri settori del mercato, come ad esempio quello satellitare.

Eric Schmidt, presidente di Google, in una delle recenti dichiarazioni ha affermato che i numeri delle vendite di Android sono nettamente superiori confrontati a quelli di iPhone e paragona questi numeri alla battaglia avuta tra Apple e Microsoft sul mercato desktop negli ultimi 20 anni. Quello che però Schmidt non considera, è che Microsoft oltre a vendere, aveva anche dei profitti invidiabili mentre la sua azienda, Google appunto, distribuisce Android quasi gratuitamente.

La diffusione di Android è quindi dovuta ad un fattore economico: la maggior parte delle aziende produttrici di telefoni cellulari sceglie Android perché è un sistema operativo aperto e gratuito. Questo aiuta moltissimo la sua diffusione, ma produce anche una sorta di gap tra telefoni di fascia alta e bassa. Se guardiamo infatti i numeri di telefoni Android “di qualità”, i numeri sono veramente bassi.

La maggior parte dei terminali Android sono quindi destinati al mercato di massa; basti pensare che il Paese che vende il numero maggiore di telefoni Android è la Cina, la quale detiene ben 1/3 delle vendite mondiali. La Cina è anche la nazione che produce più telefoni Android in assoluto, la quasi totalità di fascia bassa. Un esempio è l’Huawei IDEOS, il quale in Kenya sta avendo moltissimo successo grazie alla sua economicità.

Tornando al punto centrale della situazione: perché ad Apple non conviene entrare in un mercato a cui appartiene quasi esclusivamente a Google?

Elgan, nel suo articolo, fa alcuni esempi di grandi marchi:

È come se la Ferrari dovesse fabbricare una station wagon per competere con la Toyota; come se Starbucks dovesse produrre un caffè economico per contrastare Folgers; come se Nordstrom dovesse aprire un piano di dedicato all’abbigliamento a basso costo per bloccare J.C. Penny.

Apple è famosa per fare prodotti di qualità così come Ferrari, Prada o Chanel; creare versioni economiche dei suoi prodotti ne comprometterebbe la qualità, la fama, ma anche più semplicemente la sua “filosofia” del produrre sempre il meglio del meglio. Tutte cose che hanno reso Apple famosa e richiesta nel mondo.

Mike Elgan si concentra poi su un’idea che a molti potrebbe sembrare alquanto bizzarra: produrre un iPhone satellitare.
Elgan sostiene infatti che un telefono satellitare è utilissimo perché ha copertura pressoché totale (il che, non sempre è vero dal momento che dipende sempre dall’operatore scelto) nonostante possa essere un po’ più costoso di un telefono tradizionale.

Il giornalista fa notare che la maggior parte dei telefoni satellitari in commercio al momento, siano brutti, grossi, pesanti apparecchi in stile anni ’90 con delle antenne lunghissime ed antiestetiche.

Questo è vero, ma c’è un telefono satellitare, il TerreStar Genus, il quale assomiglia esteticamente ad un BlackBerry e costa circa $800 su Amazon. Esso ha la connettività GSM, ma nelle zone in cui non c’è copertura ha la possibilità di switchare al satellitare, permettendo quindi di continuare a navigare in rete, ad inviare messaggi o ad effettuare chiamate. Questo switch però non è gratuito e non ha nemmeno una copertura totale: la funzione satellitare costa infatti $24,99 al mese, più $0,65 per ogni telefonata ed è valida solo per il Nord America. A qualcuno verrebbe da dire che sia un furto.

Qui parte la bizzarra (quanto eccezionale) idea di Elgan: dal momento che Apple è una società che è stata in grado di reinventare alcuni mercati, perché non reinventare quello satellitare?

Egli ha fatto dei calcoli, ed è giunto a stabilire che la società potrebbe acquistare senza problemi un qualsiasi provider di telefonia satellitare per meno di 3 miliardi di dollari, dal momento che Apple ha una capitalizzazione di ben 125 miliardi di dollari.
Un’altra proposta più radicale è quella di sviluppare una propria rete satellitare ad alta velocità e ad alta capacità, il che potrebbe essere fatto in poco meno di 5 miliardi di dollari.

Queste soluzioni sono molto dispendiose, soprattutto la seconda, sia in termini di tempo, sia in termini di denaro; ma questo farebbe sì che Apple possa entrare nel settore satellitare come operatore di telefonia, guadagnare moltissimo sui profitti dei contratti stipulati con i vari utenti e offrire un servizio ineguagliabile da parte delle altre società. Il tutto poi durerebbe presumibilmente per decenni.

Apple potrebbe quindi vendere un iPhone satellitare per circa 450/600 euro in base al contratto stipulato, oppure venderlo senza contratto a circa €1200, ottenendo un margine di profitto non indifferente.

Ora vi chiederete: “Chi è il pazzo che spenderebbe così tanto per un telefono?“, Elgan ha la risposta pronta:

  • Quelli che viaggiano per lavoro con note spese elevate
  • Gente che vive in zone senza copertura telefonica
  • Gente che lavora o vive sulle barche
  • Viaggiatori
  • Dipendenti del governo
  • Militari
  • Volontari per le ONG
  • Soccorritori
  • Giornalisti e bloggers
  • Gente ricca
  • Gente che ama stare all’aperto
  • Fan di Apple che vogliono il meglio di ogni prodotto

Ok, alcune di queste categorie appaiono molto forzate anche a me, soprattutto perché in numeri non penso che ad Apple converrebbe produrre un telefono satellitare per poi venderlo ad una categoria così ristretta di persone. Come detto prima però, Apple è sempre in grado di reinventare un settore se interessata, quindi probabilmente, se lo volesse, riuscirebbe a dare un senso più pratico a questa grande idea.

Voi invece, cosa ne pensate? Apple dovrebbe evitare di buttarsi nella mischia delle aziende per accaparrarsi anche le fasce più basse e concentrarsi di più sul “reinventarsi”? Oppure dovrebbe davvero creare un telefono che vada incontro alle esigenze del maggior numero di utenti possibile?