Un ricercatore ha creato dei Google Glass fai da te

Il progetto Google Glass non ha ancora visto la luce, ma in rete è stata pubblicata una guida per poter creare il computer indossabile in grado di mostrare informazioni e di registrare video. Vediamo come creare quindi i nostri Google Glass.

Google Glass

Il progetto Google Glass è stato annunciato lo scorso aprile ed ha lo scopo di creare una sorta di computer indossabile in grado di registrare video dalla nostra prospettiva e di inviarci informazioni visive tramite un display integrato negli occhiali. Con i Google Glass potremo ad esempio condividere i nostri momenti di vita con le persone che amiamo, ma anche più semplicemente vedere dove abbiamo lasciato le chiavi dell’automobile per poterle ritrovare subito.

Sfortunatamente non è ancora stata resa nota la loro data di rilascio, anche se un’edizione dedicata agli sviluppatori dovrebbe essere disponibile al più presto già quest’anno, al costo di ben $1500 per un prodotto che con tutta probabilità non sarà definitivo. La versione definitiva dei Google Glass non sarà in commercio prima del 2014, in ogni caso.

Rod Furlan, in un articolo su Spectrum, ha però dichiarato che se Google è in grado di avviare la produzione di un dispositivo, significa che i componenti sono disponibili già da ora e che chiunque dovrebbe essere in grado di riprodurli in casa propria. Così ha deciso di provarci, anche se sapeva che il prodotto finale non sarebbe risultato elegante come quello di Google e che il software sarebbe stato imperfetto.

La maggior parte dei componenti necessari per questo tipo di dispositivo sono molto simili a quelli che si possono già trovare in uno smartphone: processore, accelerometri, fotocamera, interfacce di rete. La vera sfida è quella di assemblare tutti gli elementi in un sistema indossabile che può proiettare le immagini vicino all’occhio.

Rod ha avuto bisogno di un microdisplay con uno schermo tra i 0,3 e i 0,6 pollici di diagonale e con una risoluzione di almeno 320 x 240 pixel. La maggior parte dei microdisplay hanno bisogno di un ingresso video composito o VGA, il primo è il più facile da lavorare. Una rapida ricerca sul sito Alibaba ha fruttato alcuni interessanti risultati: la maggior parte dei fornitori saranno lieti di vendere anche un solo display e di aiutarvi con l’elettronica di supporto se li contattate direttamente. Tuttavia, le ottiche corrispondenti per montare questi schermi, le quali devono essere posizionate direttamente davanti agli occhi, erano troppo ingombranti.

Per costruire un dispositivo elegante, Rod aveva bisogno di montare il display sul lato della testa e portare l’immagine attorno all’occhio. Questa impostazione è in realtà facile da fare se si ha la giusta attrezzatura. Per fortuna, già nel 2009, una società denominata Myvu (ora fuori dal mercato) ha venduto una linea di display video montati sulla testa per dispositivi iOS. I prodotti Myvu erano eleganti e piccoli perché gli sviluppatori hanno utilizzato un ingegnoso sistema ottico montato su schermi laterali.

Rod è stato quindi in grado di procurarsi un display Myvu su eBay per poco meno di $100 e al suo interno ha trovato diversi componenti necessari per il suo computer indossabile: ottica, un microdisplay da 0,44 pollici e una scheda video in grado di gestire un ingresso video composito. Per il telaio su cui montare lo schermo, ha provato diversi tipi di occhiali prima di montare l’attrezzatura su quelli che hanno dato i risultati migliori.

Dopodiché, Rod aveva bisogno di un “computer di bordo”. Dal momento in cui ha deciso di utilizzare una scheda video che accetta solo un ingresso video composito, serviva uno smartphone od un mediaplayer programmabile con un’uscita video analogica, come un iPhone, un iPod Touch, o uno dei numerosi telefoni Android. Viste le dimensioni di tutti questi dispositivi, è chiaro che se tutti i componenti devono essere montati in testa, non sono proprio un’opzione praticabile. Il “computer di bordo” è diventato quindi un componente separato che risiede in una tasca e controlla il display tramite un cavo.

Rod ha poi optato per un iPod Touch di quarta generazione. Ha dovuto effettuare il jailbreak per eliminare le limitazioni integrate nel software iOS di Apple e dopodiché ha potuto riprodurre il display principale sul microdisplay grazie all’uscita video composita. La scelta di questo tipo di “computer di bordo” ha obbligato Rod a trovare una telecamera che si interfacciasse via WiFi o Bluetooth. Ha quindi optato per una fotocamera Looxcie, la quale è abbastanza piccola per essere montata sul lato del telaio una volta privata del suo rivestimento. Essa è disponibile online per circa $150.

Rod racconta che in un primo momento rimase deluso dal rudimentale software e dal cavo video che scorre verso l’iPod Touch. Dopo poco però le informazioni hanno iniziato ad apparire sul microdisplay davanti ai suoi occhi: notifiche, prezzi delle azioni e messaggi. Quando qualche ora più tardi le batterie si sono scaricate e Rod si è spogliato gli occhiali; racconta di aver avvertito una sensazione di perdita, come se uno dei suoi sensi lo avesse abbandonato, il che di certo era una sensazione che non si aspettava.

Rod, mentre indossava la sua versione dei Google Glass, ha capito che il valore più grande di questa creazione sarà quello di creare una seconda generazione di applicazioni che aumenteranno le nostre cognizioni. Un po’ come immaginare di essere in grado di richiamare (e condividere) tutto quello che abbiamo visto, leggere le trascrizioni di ogni conversazione che abbiamo avuto, affianco ai nomi ed ai volti di tutti quelli che abbiamo incontrato. Immaginate di avere informazioni contestuali supplementari a voi trasmesse nel momento in cui vi serviranno.

La creazione di un software e di un hardware per una “protesi del cervello” è certamente possibile entro il prossimo decennio, ma saranno veramente apprezzate queste nuove tecnologie così invasive?

Via | Spectrum

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