Apple inizia a rifiutare le applicazioni che contengono cookie che tracciano le attività degli utenti. Una nuova svolta per la privacy su iOS?

Molti sviluppatori utilizzano una tecnologia chiamata “cookie tracking” (o “Safari flip-flop”) per tracciare le attività dei propri utenti con il telefonino e mandare pubblicità mirata all’interno delle loro applicazioni. Molte fonti stanno riportando che le nuove app che fanno uso di tale sistema sono state ultimamente rifiutate su App Store.

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Apple sta cominciando a rifiutare tutte quelle app che usano dei particolari cookie HTML5 per tracciare le attività degli utenti in modo da lanciare pubblicità mirata in base alla tipologia d’uso del terminale dello specifico individuo. Dal 2011 gli sviluppatori avevano accesso all’UDID dei dispositivi (un codice univoco collegato ad ogni singolo terminale) per tracciare le attività degli stessi, una soluzione di certo non delle migliori ai fini della privacy dell’utente.

Con la sesta beta di iOS 5, Apple ha iniziato a bloccare l’accesso agli UDID a tutti gli sviluppatori, che hanno iniziato a trovare nell’inserimento di particolari cookie, l’unica alternativa per tracciare le attività dei singoli utenti per fini di marketing. La tecnologia dei cookie è usata da oltre 15 anni dai più conosciuti browser desktop, anche se sugli smartphone funziona in maniera leggermente diversa.

Questi permettono di salvare nel dispositivo una sorta di codice identificativo che individua un solo terminale, mediante il quale è possibile tracciarne le modalità d’uso ed inviare pubblicità mirata. Il rifiuto delle applicazioni che fanno uso di questo particolare sistema potrebbe essere ricondotto ad una forzatura di Apple nei confronti degli sviluppatori di app delle proprie piattaforme.

Apple vuole passare all’utilizzo generico della propria piattaforma di identificazione per fini pubblicitari e, nonostante ancora tantissime applicazioni facciano uso di “tracking cookies”, il rifiuto delle nuove potrebbe portare molto presto alla situazione voluta dal colosso di Cupertino, con grandi vantaggi per quanto riguarda la nostra privacy.

Via | TechCrunch

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