I non vedenti protestano: ‘non siamo truffatori solo perché usiamo lo smartphone’

Negli ultimi tempi leggiamo spesso di denunce per truffa ai danni dello Stato da parte di falsi invalidi. Ovviamente è ammirabile il servizio svolto dalla Guardia di Finanza, ma si sta sviluppando un paradosso: persone realmente invalide vengono trattate come truffatori solo perché riescono a condurre una vita normale nonostante le difficoltà.

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I casi scoperti di persone che si fingono invalide pur di ottenere una pensione dallo Stato non si contano più e sicuramente questo è un malcostume da condannare: oltre che ad essere un danno allo Stato e alla collettività, è anche una mancanza di rispetto nei confronti di tutte quelle persone che invece ne hanno realmente bisogno.

A causa di queste situazioni però, si sta creando una sorta di caccia alle streghe che va a discapito, ancora una volta, delle persone realmente invalide. Il problema è stato portato alla luce a seguito di 3 denunce della Guardia di Finanza di Palermo nei confronti di 3 persone considerate falsi invalidi. Ebbene, due su tre lo erano, ma il terzo era una persona affetta da cecità totale a tutti gli effetti.

Che male c’è se un cieco riesce a vivere, usare un pc o uno smartphone, uscire a fare la spesa, il tutto senza l’aiuto di nessuno? Le persone affette da cecità chiedono dunque che ci sia più informazione a riguardo: esistono infatti moltissimi sistemi che consentono di rapportarsi con computer, smartphone ed altri prodotti tecnologici pur essendo ciechi.

Per fare un esempio, sui dispositivi iOS sono presenti molti sistemi nella sezione Accessibilità per poter controllare il dispositivo senza bisogno di essere vedenti e si possono collegare anche accessori appositi per facilitare ancora di più una persona invalida.

«Smettiamo di definire un falso cieco solo perché utilizza un iPhone, o un iPad, in quanto oggi giorno su tali dispositivi è installato un così detto screen reader (lettore di schermo) chiamato voice over, che rende il touch screen accessibile a tutti» ha raccontato in rete M. «Sono un falso cieco mi costituisco! – ha aggiunto P. – uso Facebook, la mail, internet, vado in giro da solo, vado pure dal barbiere e vivo da solo. Sono classificato come cieco assoluto, ma per qualcuno ancora sono il solito scroccone di stato».

E un altro gli fa eco: «Pensate che io ho addirittura tre profili sui social network: uno su Facebook, uno su Twitter, uno su Google+ e addirittura ho un canale Youtube! Tuttavia ci sono anche altre cose che ci tengo a confessarvi: spesso mi capita di ricevere sms dagli amici, e cosa incredibile riesco a leggerli e pure a rispondere. Non solo, riesco anche ad ascoltare la musica utilizzando un ipod touch, cosa che per un cieco sarebbe impossibile».

Quindi prima di far partire denunce è bene assicurarsi di conoscere appieno le possibilità che un non vedente ha. Un falso invalido è un truffatore, non un cieco che riesce ad avere una vita normale grazie alla tecnologia.

Via | La Stampa

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