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iOS 7: necessario ma non rivoluzionario. Ecco le impressioni sul nuovo software di Apple dopo un intenso utilizzo.



L’abbiamo chiesto più volte ed è arrivato: il cambiamento. Per troppi anni iOS è stato uguale a se stesso, migliorando sempre un gradino rispetto alla versione precedente, ma preservando la stessa sostanza. iOS 7 non lascia indifferenti, o si ama o si odia, e rappresenta un vero taglio netto con il passato. Ma “nuovo” non è sinonimo di “migliore”. Apple è davvero riuscita a migliorare il suo iOS?

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Appena acceso l’iPhone 5 con iOS 7 per la prima volta, è difficile non storcere un po’ il naso. Le nuove icone coloratissime, per giunta accompagnate da uno sfondo a dir poco psichedelico, sono un vero pugno in un occhio. Lo stile piatto ed essenziale era stato preannunciato già da tempo, e con Jony Ive a capo della divisione iOS non ci si poteva aspettare altrimenti. Quello che stupisce è però la scelta dei colori e la mancanza di sobrietà.

Eleganza. Chi da più di 6 anni sceglie di acquistare un iPhone, lo fa anche per la classe e l’eleganza che hanno sempre trasmesso gli smartphone di Cupertino. Questa sensazione si aveva, non solo guardando i dispositivi dall’esterno, ma anche navigando ed utilizzando il software che, per buona parte, ha contribuito al successo dell’iPhone. Ecco, con la settima versione di iOS sembra mancare la sobrietà e la serietà che hanno sempre contraddistinto Apple.

Anche se Susan Kare, colei che ha disegnato le icone per i primi Mac, e pochi altri designer si sono dichiarati a favore del nuovo stile di iOS 7, la maggior parte degli utenti, soprattutto quelli affezionati alla semplicità dei software di Apple, sono rimasti un po’ delusi dalla nuova interfaccia grafica. Cupertino cerca poi di mettere le mani avanti e quindi circola la voce secondo cui iOS 7 è ancora tutto un work in progress, che ovviamente la versione finale differirà molto da quella appena rilasciata agli sviluppatori e che persino le icone sono provvisorie, perché non disegnate direttamente da Ive, ma dal reparto marketing che ha seguito vaghe indicazioni del designer. Staremo a vedere.

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A parte le icone psichedeliche, che hanno ispirato anche un blog in cui si immagina come potrebbe essere il mondo secondo la mano di Ive, la ricerca del minimalismo e la battaglia contro lo scheumorfismo si notano navigando tra i menu e in tutte le applicazioni native di iOS 7. Sotto questo punto di vista non si può che apprezzare e lodare il lavoro fatto da tutto il team software di Apple. Il bianco predomina ovunque, il ché rende il tutto più leggero e comprensibile, ma le trasparenze e le animazioni regalano una ventata di freschezza e un tocco di modernità davvero piacevole agli occhi.

Tra le novità più  apprezzate vi è sicuramente il Control Center e il nuovo multitasking. Non era difficile cogliere la necessità di una schermata da cui attivare o disattivare servizi come il Wifi o il Bluetooth, piuttosto che regolare la luminosità del display o accendere il flash led ad uso torcia. Credo che il primo tweak installato dagli utenti dopo aver effettuato il Jailbreak sia SBSetting e questo evidenzia l’utilità di una soluzione del genere. D’altronde il Control Center non è personalizzabile, e mancano i toggle per attivare e disattivare la rete dati e la localizzazione, secondo il mio punto di vista essenziali, perché sono i primi servizi che taglio quando sono a corto di batteria.

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Infine vi è la nuova schermata per spostarsi tra tutte le applicazioni aperte. Il multitasking acquisisce una veste grafica ed una fruibilità realmente encomiabile. Sia chiaro, nulla di rivoluzionario, dato che anche per questo su Cydia ci sono da tempo tweak simili. Bisogna però ammettere che l’idea, anche se non originale, è perfezionata e migliorata dal rilevante contributo della società di Cupertino. In questi ultimi anni, infatti, sembra che Apple abbia ricoperto il ruolo di Re Mida dei tweak, incorporando in iOS versioni rivedute e corrette di piccole funzioni diventate celebri su Cydia.

Il mio giudizio definitivo su iOS 7 lo esprimerò – come è giusto che sia –  solo dopo aver provato la versione finale del software. Per ora posso solo dire che il nuovo aggiornamento, con i suoi difetti ed i suoi pregi, è complessivamente un passo in avanti che doveva essere fatto. Le funzioni introdotte, anche se non rivoluzionarie, riescono comunque a “svecchiare” ed arricchire un sistema operativo già perfetto. Dopo sette anni un rinnovamento grafico era davvero necessario e il risultato, dopotutto, è in linea con il pensiero del moderno industrial design. Magari darei la possibilità di scegliere fra due temi, quello attuale perfetto per i più giovani, ed uno più serio e sobrio, adatto a business man o comunque persone più adulte.

Necessario ma non rivoluzionario. E soprattutto acerbo, ma essendo una beta mi aspetto che il software migliori notevolmente fino al rilascio finale. Insomma, tanta strada è stata fatta, ma tanta ancora ce n’è da fare per raggiungere la concorrenza –  sempre più spietata  - che ha affilato le unghie mentre negli ultimi anni Apple si è comodamente adagiata sugli allori del suo successo.












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