Sei depresso? Apple sarà in grado di saperlo, e ti proporrà i migliori antidepressivi

Il titolo di questo articolo sembra davvero stravagante: tutto si basa sul nuovo brevetto Apple da poco depositato con il quale l’azienda cercherà di creare un profilo personale per ogni utente al fine di proporgli le pubblicità perfette nelle giuste occasioni.

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Dall’acquisto da parte di Google di Nest, il sensore antifumo, molte paranoie sono venute a galla. La maggior parte degli utenti infatti ha pensato subito allo scopo nascosto di questo dispositivo. Le domande più frequenti nate sul web sono, ad esempio, “Se google ascoltasse tutto tramite questo dispositivo?”, oppure,“Se fosse un modo per capire le nostre abitudini al fine di migliorarsi?“. Insomma questa mossa ha suscitato molte questioni anche se, oltre a delle supposizioni, nulla fa pensare ad un tale scopo.

Nell’azienda di Cupertino invece la si pensa in altri modi, proprio questa mattina è stato portato alla luce un nuovo brevetto, depositato da Apple, nel quale vengono spiegati dei metodi di immagazzinamento dati piuttosto particolari.

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Secondo questo brevetto infatti Apple sarebbe in grado di analizzare gli umori del consumatore, creando in un determinato tempo un profilo di base per poi salvarlo nei propri server. Questi profili poi potrebbero essere inviati a determinati clienti che, dopo aver visionato attentamente i profili, riusciranno a mandare ad un determinato dispositivo le pubblicità migliori per il momento.

Si pensi ad esempio ad una persona che sta attraversando un periodo di depressione, se Apple riuscisse ad individuare questo stato d’animo, potrebbe inviarlo a qualche azienda interessata a tale tipologia e l’utente si ritroverebbe con pubblicità riguardanti per la maggior parte psicofarmaci ed antidepressivi.

Una tecnologia descritta da molti come paurosa ed a tratti maligna, che potrebbe migliorare notevolmente le nostre abitudini ma se utilizzata in maniera errata potrebbe diventare un serio problema.

Per il momento non si hanno ulteriori notizie, sicuramente non ci vorrà poco tempo per sviluppare una simile tecnologia. Per qualche anno ancora potremmo quindi utilizzare i nostri dispositivi senza la paura di essere monitorati.

Via | Bgr

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