Apple pone fine alla causa comune per il prezzo degli ebook

Non è certamente la prima volta, e probabilmente non sarà l’ultima, che accoppiamo Apple e la parola causa in una sola notizia. Il gigante di Cupertino è stato spesso coinvolto in azioni legali sia dai suoi competitor che da altri enti. Ultimamente risaltava il caso che vedeva Apple cercare un compromesso per la questione ebook: l’azienda era stata accusata di aver agito con lo scopo di tenere alto il prezzo dei libri virtuali e, al fine di non imbattersi in un costoso processo legale dagli esiti incerti, ha ricercato un accordo con enti e consumatori, accordo che pare essere ora arrivato.

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Come affermato dal Procuratore Generale di New York Eric T. Schneiderman, l’accordo stipulato con Apple prevede il risarcimento ai consumatori danneggiati e le sanzioni richieste da 32 stati, tra cui quello di New York.

Il rapporto di Reuter spiega come Apple abbia invogliato gli editori a decidere il prezzo degli ebook e ad applicarlo in maniera indistinta provocando danni diretti a competitor come Amazon.

La manovra ha infatti rappresentato non pochi danni per Amazon che pur di sostenere il lancio e la diffusione di prodotti come Kindle ha spesso svenduto molti ebook. All’interno della lista di coloro che avevano accettato il modello Apple vi sono Hachette, Simon & Schuster, HarperCollins, Penguin e Macmillan.

Come abbiamo già detto in un post del mese scorso (in cui diamo più dettagli sulla vicenda), Cupertino è stata inizialmente sanzionata per $280 milioni. Con il protrarsi e lo sviluppo della faccenda, la richiesta di danni è arrivata però alla cifra di $840 milioni. Come accordo finale, pare che Apple se la caverà con un risarcimento pari a $450 milioni, cifra che, se paragonata a quella poc’anzi citata, risulta essere un compromesso più che accettabile.

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