La EFF si scaglia contro Apple per le regole di pubblicazione in App Store

La EFF, un’organizzazione internazionale non profit di avvocati rivolta alla tutela dei diritti digitali e della libertà di parola nel contesto dell’odierna era digitale, è impegnata da anni nell’azione per la legalizzazione del Jailbreak ed ha già ottenuto ottimi risultati nel 2010 e nel 2012 rendendo il processo legale negli Stati Uniti.

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Mentre è ancora impegnata in tribunale per legalizzare il Jailbreak dell’iPhone, l’organizzazione ha realizzato un’applicazione mobile ma ha scelto di renderla disponibile soltanto sul Play Store di Android e non quello di iOS a causa di alcune clausole contrattuali definite “poco carine” ma che risultano obbligatorie da accettare per  per vedere il proprio software pubblicato in App Store.

In particolare:

  • E’ proibito agli sviluppatori rilasciare dichiarazioni pubbliche relative ai termini contrattuali. Questo è molto strano per la EFF perchè l’accordo in sè non contiene alcuna informazione confidenziale quindi i Termini non devono essere necessariamente confidenziali.
  • E’ vietato effettuare il Reverse Engineering dell’SDK o di iOS
  • E’ obbligatorio diffondere le applicazioni realizzate con l’SDK esclusivamente in App Store. E’ pertanto vietato diffonderle in altri store come ad esempio tramite Cydia. Apple inoltre, si avvale del diritto di rifiutare un’applicazione per qualsiasi motivo, anche se quest’ultima dovesse rispettare tutti i requisiti fondamentali delle linee guida.
  • E’ vietato smanettare con il software Apple, ovvero è vietato il Jailbreak
  • Apple ha il compito di approvare tutti gli aggiornamenti delle applicazioni: quindi se ad esempio un’applicazione dovesse contenere un bug nella sicurezza, sarebbe impossibile fornire un aggiornamento immediato agli utenti perchè dovrebbe passare per il solito sistema di approvazione di Apple
  • Apple può eliminare dall’App Store qualsiasi applicazione in qualunque momento e può anche renderla non funzionante su tutti i telefoni in cui è installata. Semplicemente disattivando il certificato da remoto, l’app non potrà più essere aperta.

La EFF si sta battendo per avere un sistema più aperto, tuttavia bisogna ammettere che lo Store di Apple è il più sicuro ed affidabile proprio per le regole sulle quali è basato. Voi cosa ne pensate e a chi date ragione?

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