Prima indagine su Apple Watch in Italia: in pochi lo hanno acquistato, alcuni non conoscono nemmeno il nome

Ad un mese dal debutto sul mercato italiano, l’unica certezza è che, puntualmente, sono ancora molti i consumatori che chiamano iWatch l’orologio di Cupertino, senza conoscerne il nome.

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Gli italiani – secondo l’ultimo sondaggio promosso nel mese di luglio da TrenDevice, l’innovativo servizio di reCommerce di BuyDifferent.it per il ritiro di iPhone, iPad ed Apple Watch usati – sono sempre più indecisi: come si chiama e a cosa serve davvero l’orologio Apple?

I risultati dell’indagine, su un campione di oltre 1.500 consumatori, confermano l’andamento altalenante del mercato e le perplessità dei consumatori del Bel Paese.

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Sono ancora pochi, infatti, gli italiani che hanno già acquistato Apple Watch (15%) e la quota non sembra destinata ad aumentare nel mese di agosto (il 35% non ha intenzione di comprarlo e gli indecisi salgono al 50%). I consumatori che hanno previsto a breve di acquistare Apple Watch (15%), preferiscono la versione Sport (59%). Il modello più economico precede la versione Watch (37%) e la più esclusiva Edition (4%), dato confermato anche da chi possiede già Apple Watch (Sport 63%, Watch 33%, Edition 4%).

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Le risposte mostrano dati sorprendenti, a cominciare dalla confusione relativa al nome dell’orologio. Cresce, anche tra i consumatori fidelizzati Apple, la percentuale degli utenti convinti che l’orologio Apple si chiami iWatch (23%), a fronte di chi lo chiama correttamente, ma sempre più a malincuore, Apple Watch (76%). Percentuali che cambiano, ma solo leggermente, se si pone lo stesso quesito a chi già possiede l’orologio Apple (iWatch per il 16% ed Apple Watch per l’84% dei proprietari). Tra i motivi del mancato acquisto, alcuni consumatori ammettono candidamente di non capire ancora bene a cosa serve Apple Watch (11%), dal momento che non sostituisce completamente l’iPhone, altri indicano come causa la mancanza del sistema GPS (7%), lo trovano inutile (23%) o non amano il design (6%), ma è sicuramente il costo ad incidere maggiormente (per il 71% costa troppo ma si dichiara disponibile a valutare l’usato).

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“La confusione generalizzata e l’indecisione sull’acquisto sono situazioni usuali quando un’azienda lancia una nuova categoria di prodotto” – commenta Alessandro Palmisano, marketing manager e cofondatore di BuyDifferent / TrenDevice – “Ricordiamoci che lo stesso avvenne nel 2001 dopo l’introduzione del primo iPod, inizialmente accolto con freddezza dai fan della Mela. È evidente come i consumatori, in queste settimane, siano alla ricerca di informazioni per capire quali saranno gli impatti concreti di Apple Watch sulla loro vita quotidiana.”

Interessante, invece, il dato relativo agli utenti Android, disposti a passare anche a iOS pur di provare Apple Watch (53%), ma senza rinunciare al telefono Android per un iPhone.

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Il consumatore tipo di Apple Watch ha una età media di 43 anni (fino ad un massimo di 64 anni), è di sesso maschile (91% maschi, 9% donne), preferisce la cassa da 42mm (63% che sale al 71% se si considerano anche gli utenti che hanno già acquistato l’orologio) e vuole comprarlo per i seguenti motivi: il design (32%), la gestione delle app di iPhone da orologio (34%), la sua estrema leggerezza (4%) e la possibilità di avere le mani libere mentre utilizza il telefono (30% contro il 26% di chi già lo possiede). Confrontando le risposte dei consumatori decisi ad acquistare Apple Watch, con chi lo ha già comprato, si ottiene un quadro più chiaro: il 45% lo utilizzerebbe per lavoro (contro il 56% di chi già lo possiede), l’83% per tempo libero/sport (82%), il 24% per i social network (28%) ed il 40% per informazioni e news (36%).

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Tra le funzioni più utili, invece, si registra per il 69% del campione il tracciamento delle attività fisiche quotidiane (contro il 72% di chi già lo usa ogni giorno), per il 25% il controllo della fotocamera iPhone in remoto (29%), per il 43% l’integrazione con la propria auto in remoto, ad esempio per sbloccare le portiere, accendere i fari ed attivare l’aria condizionata (25%), per il 42% il controllo della musica su Mac, Pc ed Apple tv in remoto (39%), per il 14% la condivisione della posizione (12%), per il 30% la possibilità di silenziare il telefono iPhone (34%), per l’11% di attivare la modalità aereo (10%), per il 56% di chiamare ed inviare messaggi vocali (64%).

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Ecco i problemi riscontrati dopo 30 giorni dai consumatori della prima ora: usura del cinturino (8%), graffi sul display (6%), riconoscimento vocale (7%), inutilità (16%), blocchi anomali del sistema operativo (4%), durata della batteria (15%) e segnale Bluetooth (3%).

TrenDevice è l’unica azienda italiana specializzata nel ritiro e nel ricondizionamento di device Apple usati.

Ad un mese dal debutto sul mercato italiano, l’unica certezza è che, puntualmente, sono ancora molti i consumatori che chiamano…

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