Google ci permetterà di vedere il contenuto delle applicazioni in streaming, anche se non sono installate

Google ha annunciato che per il suo motore di ricerca sta sperimentando una tecnologia di app-streaming che permetterà agli utenti di svolgere azioni come se stessero effettivamente utilizzando una determinata app. Come? Scopriamolo insieme.

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«Questa [funzione] utilizza una nuova tecnologia basata sul cloud che stiamo attualmente sperimentando», ha dichiarato Big G. Lo streaming delle app verrà avviato quando un utente clicca sui contenuti di un’app nei risultati di ricerca, ma non ha quell’app installata sul proprio dispositivo.

Contenuti delle app nella Ricerca

Derivante dalla sua indicizzazione dei contenuti delle app in entrambe le piattaforme mobili, iOS e Andorid, Google Search può contare oggi su oltre 100 miliardi di deep link, tra cui applicazioni popolari come Facebook, Instagram, Airbnb e Pinterest.

«Ci rendiamo conto che ci sono importanti contenuti che sono disponibili solo tramite applicazioni, e a partire da oggi saremo in grado di mostrare alcuni di questi anche nella Ricerca», ha comunicato Google.

Per quanto riguarda quei contenuti che sono disponibili solo tramite app, e non sul web, gli sviluppatori possono scegliere di mostrarli anche nell’app Google utilizzando le API di indicizzazione della società.

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App Streaming

Per facilitare la ricerca e la consultazione di contenuti disponibili nelle applicazioni, Google ha presentato una tecnologia di ‘app streaming’. In pratica, se viene visualizzato il contenuto proveniente da un’app che non è installata sul dispositivo, Google permetterà comunque di consultarlo tramite un apposito pulsante “Stream”.

Google ha iniziato a lavorare a questa nuova tecnologia dopo l’acquisizione nel 2014 della startup Agawi. L’unico aspetto negativo (se così può essere definito) è che questa sarà inizialmente disponibile solo utilizzando l’applicazione per dispositivi mobili di Google, e non tramite browser web.

La tecnologia dietro App Streaming

«L’applicazione viene caricata in una macchina virtuale sulla piattaforma cloud di Google, e il client – l’applicazione Google utilizzata sul dispositivo mobile – invia le interazioni touch alla macchina, che le esegue, renderizza l’applicazione e invia nuovamente i pixel all’utente», ha spiegato Rajan Patel, capo del team di indicizzazione dell’app di Google.

Questa nuova tecnologia è al momento disponibile solo per utenti Android, ma lo sarà presto anche per quelli che utilizzano dispositivi iOS.

Via | iDownloadBlog

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