Per Apple la realtà virtuale non è ancora interessante | Approfondimento

Ogni anno gli utenti si aspettano da Apple un prodotto che scaturisca “l’effetto wow“, qualcosa che sia in grado di lasciare tutti con gli occhi sgranati. Le aspettative sono sempre tante e riguardano più mercati. Per quest’anno, oltre all’attesa per iPhone 7, le maggiori aspettative riguardano la tendenza di mercato del momento, ovvero la realtà virtuale.

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Le voci e i rumors si susseguono senza sosta, giorno dopo giorno, con l’azienda di Cupertino messa al microscopio per analizzare ogni singolo brevetto così da poter prevedere le mosse future.

Nessuno però è in grado di approdare in un qualsiasi mercato (o scegliere di non farne parte) senza un preventivo enorme sforzo di ricerca. Questa operazione riguarda anche Apple che investe tempo e risorse per analizzare i vari settori del mercato per comprendere in quali lanciarsi e quali invece lasciare perdere con prodotti che potranno avere un futuro oppure essere destinati a restare per sempre nei laboratori.

Quando si parla di realtà virtuale (altrimenti detta VR), il concetto andrebbe fatto risalire al 1987 quando Jaron Lanier – uno dei pionieri in questo campo – fondò una compagnia per i linguaggi di programmazione virtuale ma da allora ad oggi, a quasi trent’anni di distanza, sono stati presentati diversi prodotti da portare ai consumatori senza che nessuno abbia lasciato il segno.

Ci hanno provato la Mattel, Nintendo e in parte anche Apple con QuickTime VR ma tutti questi prodotti sono riusciti solo a destare la curiosità degli utenti senza che nessuno sia mai stato in grado di mietere successi. Perché oltre alla curiosità e al fascino del momento c’è sempre stato un grande divario tra la dimostrazione, l’aspettativa dei clienti e quello che il prodotto fosse davvero in grado di fare.

Oggi sono arrivati in commercio Oculus Rift, HTC Vive e Samsung Gear VR per cui sarebbe logico aspettarsi che Apple voglia entrare nella partita il più presto possibile. Solo che, almeno per il momento, ci sono alcuni fattori da tenere in considerazione.

I prezzi sono decisamente alti e l’acquisto di prodotti per la realtà virtuale prevede un investimento significativo da parte dei consumatori ed è previsto l’uso di un PC e non di un Mac per far funzionare i dispositivi. Il Samsung Gear VR è tra i più abbordabili ma è compatibile solo con pochi modelli di Galaxy e offre risultati di qualità medio-bassa. Il più economico è Cardboards di Google ma è solo carino più che utile.

Attualmente c’è ancora troppa discrepanza nel rapporto tra qualità e prezzo.

Apple non ha mai anticipato praticamente nulla. Non è stata la prima azienda a lanciare un lettore MP3, non è stata la prima a produrre uno smartphone o uno smartwatch e non è stata la prima a portare una penna digitale sul mercato.

L’azienda di Cupertino è approdata in questi mercati solo quando la tecnologia è stata sufficientemente evoluta per cui i costi, le funzionalità e le funzioni fossero allineate. Solo a quel punto Apple è entrata in gioco, facendo quello che sa fare meglio: educare il mercato su come fosse possibile utilizzare la tecnologia per i diversi scopi di ognuno.

Qualcuno potrebbe portare, come obiezione e come esempi di mercato di nicchia, Apple Watch Edition o anche il Mac Pro ma per questi prodotti si tratta di qualcosa di diverso. Si tratta di una distinzione importante tra l’estensione di un mercato in cui Apple aveva già messo le mani rispetto a nuovi mercati di nicchia, come quelli della realtà virtuale.

Apple ha sempre spostato in là il limite dei mercati esistenti come ad esempio il MacBook Air che è nato come prodotto di nicchia ma che poi è diventato incredibilmente popolare.

La realtà virtuale ha un incredibile fattore sorpresa, l'”effetto wow” appunto, ma per ora è praticamente limitato all’intrattenimento. Impressiona, coinvolge ed è destinata a migliorare l’esperienza di gioco ma per via del prezzo, del limitatissimo numero di sviluppatori che ci lavora e della tecnologia necessaria è fortemente limitata ad una nicchia e fino a quando non sarà possibile estenderla a più campi, fino a quando la sua disponibilità rimarrà limitata e i prezzi non inizieranno a scendere, sarà relegata solo ad una piccola fetta di mercato che ad Apple, per il momento, non interessa.

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