HOTAGCOM vuole costringere WhatsApp e altre app simili a pagare, per l’utilizzo della rete

L’AGCOM vuole mettere il bastone tra le ruote di Whatsapp e delle altre applicazioni come Telegram, Facebook Messenger e simili. È stato infatti richiesto che questi servizi paghino gli operatori per l’utilizzo della rete telefonica e per compensare i loro costi di acquisto dei numeri di telefono dallo Stato.
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Sembra assurdo ma la proposta dell’AGCOM potrebbe portare ad introdurre abbonamenti a pagamento, in Italia, su tutte le applicazioni di messaggistica immediata. Si tratterebbe di un vero e proprio “pedaggio” che le app dovrebbero pagare per poter sfruttare la rete, un canale assolutamente necessario al loro funzionamento. La giustificazione per tutto questo è che al momento queste applicazioni ottengono il proprio successo sfruttando il lavoro di altri. Come viaggiare in autostrada senza pagare il casello.

Sempre secondo AGCOM, i prezzi da pagare non sarebbero alti ma “equi, proporzionati e non discriminatori“, affinché i servizi non cessino di esistere in Italia.

Per riuscire a garantire il pagamento di questi servizi, le app dovrebbero essere aggiornate introducendo l’accesso al Borsellino dell’utente, riuscendo quindi a prelevare dal credito residuo. In aggiunta, ognuna di queste app dovrebbe riflettere le leggi sulla privacy italiane anziché quelle americane, ed aprire un call center nel nostro Paese con operatori pronti ad accogliere e rispondere alle richieste degli utenti italiani.

via | Repubblica

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