La crisi nera di Twitter miete le prime vittime in Italia con la chiusura della sede di Milano

La crisi per Twitter diventa sempre più seria. Licenziamenti erano già stati annunciati ma adesso possiamo riportare ufficialmente che è stata chiusa la sede di Milano, dove hanno perso il posto 16 dipendenti italiani.

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E’ stato licenziato anche il Country Manager Salvatore D’Ippolito ma tutto questo non basterà per rimarginare la crisi che va avanti da oltre un anno. Il piano di riduzione delle spese continuerà nei prossimi mesi, il tutto a causa della concorrenza degli altri social network, Facebook in primis, seguito da Instagram e SnapChat.

Twitter aveva avuto delle belle idee innovative ed anche molto seguite come Vine e Periscope, tuttavia Facebook ha prima introdotto i video, poi le GIF ed infine anche le dirette, riducendo all’osso il numero di utenti su queste piattaforme. L’utente medio ha poco tempo e vuole avere tutto sotto mano all’interno di un’unica applicazione. Facebook detiene la maggior parte degli utenti con quasi 2 miliardi di profili attivi, pertanto quando copia una funzione di un’altra applicazione, è facile che arrivi anche il successo, a discapito dell’app originale.

Twitter ha cercato di rimodernarsi espandendo i 140 caratteri e rendendo i messaggi diretti più flessibili, senza limiti e con caratteristiche simili ad applicazioni di messaggistica istantanea, tuttavia tutto questo non è bastato, come non basta il fenomeno delle “Twittercronache” in diretta dei programmi televisi o dei televoti.

Twitter è anche molto sfortunato perchè apparentemente molte aziende si sono avvicinate con l’intento di acquisire il social network, tuttavia poi non si mostrano più interessate a concludere l’affare, tra queste anche Disney e Google.

Ora a rischio sono le sedi di Germania ed Olanda.

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