I produttori Android impiegheranno due anni per raggiungere l’efficienza del Face ID

20/03/2018

Confrontando le componenti utilizzate per i sensori TrueDepth dell’iPhone X con quelli utilizzati negli smartphone Android, si può supporre che quest’ultimi siano rimasti circa due anni indietro nello sviluppo di questa tecnologia.

Con il lancio dell’iPhone X Apple ha sostituito per la prima volta il sensore delle impronte digitali con il Face ID. L’implementazione di questo nuovo sistema di sblocco è stato reso possibile grazie all’implementazione di numerosi sensori. Parte di questi sono stati progettati direttamente da Apple, altri invece provengono da dei fornitori esclusivi dell’azienda di Cupertino.

Tutto questo ha permesso ad Apple di creare un sistema di sblocco unico, molto funzionale e tutt’ora irraggiungibile dalla concorrenza. Stando a quanto citato dalla fonte, i produttori Android sarebbero infatti rimasti indietro di circa due anni rispetto ad Apple con l’uso di questa tecnologia. Samsung, Huawei, Xiaomi ed altri produttori dovranno faticare ancora parecchio per cercare di raggiungere lo stesso livello del Face ID.

Secondo una previsione di Gartner, nel 2021 il 40% degli smartphone avrà dei sensori 3D per lo sblocco facciale. Apple nel frattempo riuscirà comunque a perfezionare la propria tecnologia per assicurarsi la leadership in questo campo.

Confrontando le componenti utilizzate per i sensori TrueDepth dell’iPhone X con quelli utilizzati negli smartphone Android, si può supporre che…

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