Uno su venti. Tra ottobre e dicembre 2025, ogni venti smartphone venduti nel mondo, uno era un iPhone 17 Pro Max.
Non si tratta del risultato di un sondaggio, ma di un dato di mercato preciso. Può sembrare una percentuale modesta, ma considerando l’enorme frammentazione del mercato globale, con centinaia di modelli in vendita contemporaneamente in mercati molto diversi tra loro, dagli Stati Uniti all’India, passando per la Cina, raggiungere e mantenere una quota del 5% per un singolo dispositivo è un risultato difficile da ottenere.
A certificarlo è Counterpoint Research nella sua classifica degli smartphone più venduti nel quarto trimestre del 2025: l’iPhone 17 Pro Max guida la top 10, seguito dall’iPhone 17 e dall’iPhone 17 Pro, entrambi non troppo distanti dal gradino più alto del podio. Al quarto posto si piazza ancora l’iPhone 16, il che significa che Apple occupa da sola le prime quattro posizioni della classifica mondiale.
Un dominio netto, anche se non privo di qualche ombra.

Vale la pena mettere questo risultato in prospettiva storica. L’ultima volta che uno smartphone aveva raggiunto il 5% di quota in un singolo trimestre era stato nel Q4 2024, quando a primeggiare era l’iPhone 16 Pro Max. Il modello Pro Max lancia la stagione festiva, poi lascia il passo al modello base per il resto dell’anno, in uno schema che si ripete con una coerenza quasi meccanica.
L’iPhone 16 “standard”, infatti, ha dominato i primi tre trimestri del 2025 con una quota di mercato di circa il 4% ogni volta, ed è proprio questo a spiegare perché alla fine dell’anno sia stato il modello più venduto in assoluto, nonostante il quarto posto nel Q4. Seguendo la stessa logica, è lecito attendersi che l’iPhone 17 sarà il vero protagonista delle classifiche annuali del 2026.
Samsung resiste, ma non con i nomi che ci si aspetterebbe
La parte più sorprendente della classifica non riguarda Apple, ma Samsung. Non è il Galaxy S25 Ultra a rappresentare il meglio della casa coreana nel quarto trimestre del 2025, e nemmeno il Galaxy S25. A finire nella top 10 è il Galaxy A56, che balza dall’ottavo posto del terzo trimestre a una posizione di vertice, seguito dal Galaxy A36 in sesta posizione. Sono i modelli di fascia media a trainare Samsung, non i dispositivi di fascia alta che costano migliaia di euro.
Si tratta di una buona notizia per i margini dell’azienda, che preferisce vendere un A56 piuttosto che un A07 o un A16, dispositivi di fascia bassa che pure compaiono nelle classifiche di vendita globale. Tuttavia, vedere l’intera famiglia Galaxy S25 superata da un Redmi A5 di Xiaomi, un telefono di fascia bassa che si è “infiltrato” nella top 10 globale, è un segnale che il mercato premium Android resta un territorio ostico, persino per Samsung.

Luci e ombre in casa Apple
Cinque modelli di iPhone nella top 10 del quarto trimestre del 2025 è un risultato da celebrare. Eppure, nel quarto trimestre del 2024 erano sei. Il passo indietro, seppur minimo, ha un volto ben preciso. L’iPhone 16e, dopo aver occupato la sesta posizione nel secondo trimestre e la quarta nel terzo, scivola all’ottavo posto nell’ultimo trimestre dell’anno, un risultato che non rispecchia le aspettative riposte in un modello pensato per ampliare la base di utenti Apple.
Ancora più significativa è l’assenza dell’iPhone 16 Pro dalla top 10 del Q4, nonostante l’iPhone 15 Pro avesse occupato il nono posto nello stesso periodo dell’anno precedente. Questo segnale indica che la polarizzazione tra il modello base e il Pro Max si sta accentuando, a scapito della versione intermedia della gamma.

Detto questo, i numeri complessivi del 2025 raccontano una storia inequivocabile. Apple ha chiuso l’anno come il primo produttore di smartphone al mondo per quota di mercato, superando Samsung per la prima volta in quattordici anni, con il 20% delle spedizioni globali e una crescita del 10% anno su anno, secondo i dati Counterpoint Research. Il 17 Pro Max è la punta di diamante di un ecosistema che continua a funzionare, anche quando non tutto va esattamente come previsto.
La vera domanda, a questo punto, è se il ciclo si ripeterà anche nel 2026 con l’iPhone 18 o se qualcosa cambierà nel mercato. I segnali di pressione sui prezzi dovuti alla carenza di memorie DRAM e NAND fanno pensare che il prossimo anno potrebbe essere più complicato per tutti, Apple compresa.






























































































































































































































































































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