Come da tradizione per ogni nuovo prodotto Apple, iFixIt ha pubblicato il teardown del nuovo AirTag, lanciato la scorsa settimana. L’analisi conferma alcune novità attese, ma evidenzia anche un limite che continua a far discutere.
Partiamo dal punto più delicato. Per mesi si era parlato di un AirTag 2 con un design interno pensato per rendere molto più difficile la manomissione, in particolare la disattivazione dell’altoparlante. Secondo quanto mostrato da iFixIt, però, questo obiettivo non è stato pienamente raggiunto.
Apple ha effettivamente reso lo speaker più potente e ha introdotto, come dichiarato dall’azienda, «una serie di protezioni senza precedenti nel settore contro il tracciamento indesiderato, incluse notifiche multipiattaforma e identificatori Bluetooth unici che cambiano frequentemente». Tuttavia, dal teardown emerge che l’altoparlante può ancora essere disattivato con relativa facilità, senza compromettere il funzionamento del dispositivo.
Nel video pubblicato da iFixIt viene spiegato così il problema:
«Si possono vedere due sottili fili che collegano la bobina dell’altoparlante al PCB. Il modo più semplice per disattivare quell’altoparlante senza distruggere nulla sarebbe rimuovere i due fili con un saldatore. Non mi aspetto che funzioni. Immagino che il team di ingegneri Apple ci abbia già pensato e abbia integrato un sistema per rilevare il calo di impedenza nel circuito, oppure che stiano usando l’accelerometro integrato per rilevare le vibrazioni caratteristiche prodotte da questo minuscolo altoparlante. No, no, funziona. L’altoparlante può anche essere più forte, ma è ancora facile da disattivare».
È vero che non tutti hanno un saldatore a portata di mano, ma il fatto che l’operazione resti relativamente semplice non è certo ideale, soprattutto considerando il ruolo dell’altoparlante nelle misure di sicurezza contro l’uso improprio dei tracker.

Detto questo, il teardown di iFixIt mette in luce anche aspetti più positivi. Smontando il dispositivo, emerge la parte inferiore della scheda logica, che ospita il SoC aggiornato per le funzioni Bluetooth e NFC, oltre al chip U2 Ultra Wideband di Apple.
Proprio il chip U2 è responsabile del miglioramento nella funzione Posizione precisione, a patto che l’AirTag venga tracciato con un iPhone 15 o successivo. È questo componente che consente una localizzazione più accurata rispetto alle generazioni precedenti.
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