Scoperto un nuovo malware per Android che registra le chiamate degli utenti [NEWS + RIFLESSIONE]

03/08/2011

Il più importante pregio degli smartphone è indubbiamente la loro capacità di tenerci in contatto con il mondo in ogni momento. La massiva diffusione di questo nuovo mezzo di comunicazione, però, già in passato ha causato dei problemi, su tutti la crescente difficoltà di tutela dei nostri dati personali. E così nascono i malware.

Per gli utenti che possiedono dispositivi Android la lotta ai malware è indubbiamente più ardua di quanto non sia per un Apple user: le diverse politiche di gestione dei rispettivi store, la struttura del sistema operativo, i diversi obiettivi di Apple e Google provocano notevoli differenze nel campo della sicurezza dei dati e della protezione della privacy degli utenti. E tra i due produttori dei sistemi operativi mobile più diffusi al mondo le differenze in questo ambito si avvertono parecchio.

CA Technology, azienda che opera a diversi livelli su vari sistemi operativi, ha individuato un nuovo, interessante malware: invece di registrare i dati della nostra carta di credito o inviare in remoto il contenuto della nostra rubrica telefonica, questa applicazione registra le nostre conversazioni. Non sono ancora stati riportati danni causati da questo virus, ma qualche sviluppatore potrebbe implementarne le funzioni in qualche applicazione disponibile sullo store di Android così da accedere alle nostre chiamate.

A questo punto, ci viene naturale una riflessione sulla questione della sicurezza. Prima dicevamo delle differenze concettuali tra Android ed iOS, dove il primo è caratterizzato da una base molto più aperta e per questo meno controllabile; d’altro canto, sappiamo che Apple è da sempre orientata verso una maggior chiusura, grazie alla quale riesce a mantenere il controllo sui contenuti disponibili sullo store. I risultati sono diametralmente opposti: Android favorisce indubbiamente gli sviluppatori, che trovano terreno fertile per produrre e distribuire facilmente le proprie applicazioni, mentre iOS è più immediato per l’utente finale.

Il controllo dei contenuti, inoltre, permette ad Apple di eliminare completamente qualsiasi minaccia proveniente da malware e simili: cosa che avviene molto più difficilmente per Google, che si trova ad affrontare un rischio sicuramente maggiore. Se quindi le politiche di Apple spesso risultano eccessivamente restrittive, dall’altro questo ci permette di usufruire di una maggior qualità dei contenuti e soprattutto di una maggior tranquillità per la tutela dei nostri dati.

Che ne pensate? Fa bene Apple a mantenere un certo rigore rispetto a Google? Quale potrebbe essere la soluzione migliore?

Via | Engadget

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