Siri sarebbe stata una caratteristica di Android se Jobs non avesse comprato la start-up

Prima che Apple comprasse Siri e lo inserisse nel suo iPhone 4S, Verizon aveva iniziato le trattative per inserire l’assistente vocale all’interno dei modelli di smartphone Android offerti dalla stessa società. In sostanza Jobs ha acquisito la società per impedire alla concorrenza di accedere al servizio.

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Nel 2009 Verizon voleva portare l’app di Siri all’interno degli smartphone Android che vendeva in quel periodo. L’operatore telefonico americano aveva praticamente siglato un contratto con la start-up di Siri in modo che l’assistente vocale che noi tutti oggi conosciamo come esclusiva di Apple venisse installato su tutti i terminali Android nel novero delle proprie offerte di vendita.

L’acquisto da parte di Apple deve essere visto quindi in più chiavi: non solo per la possibilità di avere una feature simpatica, utile ed esclusiva sui propri smartphone, ma anche per il tentativo di evitare la sua presenza sui terminali della concorrenza diretta.

L’intera “storia” dell’assistente vocale è riportata diffusamente dal The Huffington Post in un articolo in cui si parla di Siri dalle sue origini come progetto di ricerca del Dipartimento della Difesa americano al suo definitivo approccio sui terminali di Cupertino. L’acquisto di Apple è stato annunciato al co-fondatore Dag Kittlaus tramite una telefonata dello stesso Steve Jobs, allora CEO di Apple.

La discussione iniziò con le solite formalità trattando argomenti specifici riguardo il futuro della tecnologia. Jobs balzò subito alle trattative ed alla sua volontà di acquistare la start-up. Da quel momento Apple ha apportato una serie di modifiche a quello che era inizialmente Siri, cioè un’app che riprendeva le caratteristiche del computer HAL 9000 di “2001: Odissea nello spazio”. Inoltre l’antenato di Siri aveva una innata predisposizione per un linguaggio audace, non particolarmente adatto per un dispositivo di massa quale l’iPhone.

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Apple ha lavorato sodo assieme al team di sviluppo di Siri per rendere l’assistente vocale il più presentabile possibile dal punto di vista del comportamento, inserendo alcune chicche inedite e più funzionali come la ricerca dei film al cinema, la prenotazione dei ristoranti, mantenendo comunque la sua parte più ludica e di intrattenimento.

Tuttavia, Siri sarebbe dovuta essere una caratteristica dei terminali Android venduti da Verizon, ma forse è andata meglio così. L’assistente vocale è stato ampliato, migliorato e reso assolutamente più funzionale da Apple, portandolo a livelli estremamente superiori.

Ma cosa c’è nel futuro di Siri? Molti di coloro che lavoravano al progetto iniziale hanno abbandonato il team di sviluppo, lo stesso Forstall è stato licenziato da Apple. Nonostante tutto, Gary Morgenthaler, uno degli investitori iniziali di Siri, afferma che “Apple espanderà le capacità dell’assistente vocale in modo tale da realizzare per gli assistenti vocali quello che Amazon ha fatto per lo shopping”: ad esempio potrebbe aiutare l’utente a prenotare i voli, ordinare fiori e fornire consigli utili per una mole interminabile di materie.

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L’articolo intero (e  parecchio lungo) in lingua originale può essere consultato sul sito di The Huffington Post.

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