La ACLU ci informa: le autorità hanno libero accesso ai dati dei nostri smartphone

Siamo soliti contenere i file più importanti all’interno dei nostri smartphone, in modo da averli sempre con noi quando possono servirci. Purtroppo però un’organizzazione americana ha scoperto come le autorità possano accedere facilmente ai dati contenuti sfruttandoli come potenti strumenti di tracciamento.

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L’organizzazione americana “American Civil Liberties Union”, ha intercettato un documento di un tribunale riguardo ad un’operazione anti-droga effettuata dalle autorità competenti. Il documento (che possiamo leggere integralmente in questa pagina) fa un resoconto dettagliato sui metodi e gli strumenti che gli agenti federali hanno utilizzato nel corso dell’indagine.

Al suo interno troviamo tutte le informazioni che questi hanno estratto dall’iPhone di uno dei sospettati durante una singola sessione di lavoro. La lista include registri delle chiamate, iMessage, informazioni sui contatti e le conversazioni, applicazioni installate, password e gli IP utilizzati durante le varie connessioni.

Sono riusciti ad avere oltre 659 punti di geolocalizzazione, includendo quelli delle connessioni GSM, Wi-Fi e GPS.

La ACLU però sostiene che tutto ciò viola i diritti alla privacy del cittadino, anche nel caso in cui si tratta di un sospettato. L’organizzazione pertanto ha richiesto la realizzazione di una norma che limiti i poteri delle autorità nel campo, visto che accedendo ad uno smartphone possono estrapolare contenuti appartenenti alla vita strettamente privata di un libero cittadino. In America infatti, non è richiesto un mandato formale del giudice per effettuare determinate perquisizioni e la richiesta dell’organizzazione statunitense si rivolge proprio in questi termini.

Via | AppleInsider

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