La crittografia usata da Apple per iMessage ostacola le indagini federali

La crittografia usata dal noto servizio di messaggistica istantanea Apple, iMessage, sta ostacolando alcune indagini federali. Pare infatti che le trasmissioni dei messaggi tramite questo servizio non possano essere intercettate in alcun modo.

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Un documento interno della DEA (Drug Enforcement Administration) lamenta che i messaggi inviati con il servizio di chat criptata Apple sono “impossibili da intercettare”, anche con un mandato. La crittografia utilizzata in iMessage sembra resistere addirittura ai tentativi delle agenzie federali, le quali non sono riuscite a “bucare” il sistema.

Secondo il documento infatti, la famosa crittografia “end-to-end” utilizzata dal servizio Apple, rende impossibile intercettare gli “iMessage” tra due dispositivi Apple, anche in presenza di un ordine del tribunale che autorizza l’intercettazione elettronica. Questo problema è stato scoperto quando gli agenti notato che i messaggi inviati da un iPhone ad un altro iPhone con iMessage non erano stati catturati nel corso di una sorveglianza.

L’incapacità di condurre adeguatamente la sorveglianza è un problema crescente per le forze dell’ordine. Il direttore dell’FBI, Robert Mueller, ha recentemente dichiarato al Congresso che c’è un divario crescente e pericoloso tra l’autorità legale delle forze dell’ordine nello svolgere la sorveglianza elettronica, e l’effettiva capacità di condurre tale sorveglianza. Egli inoltre ha chiesto al Congresso di garantire che le leggi con cui le agenzie federali operano siano adeguate per tenere il passo con le nuove minacce e con le nuove tecnologie.

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Via | TUAW

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