Snowden: Apple, Microsoft, Google e Facebook consentono l’accesso ai nostri dati al Governo americano

Secondo Edward Snowden, l’ex dipendente della CIA che ha scatenato il caso Datagate, le più grandi società americane come Apple, Google, Microsoft e Facebook, consentirebbero al Governo americano ed alla NSA libero accesso ai dati di tutti gli utenti ed ai files contenuti sui vari server.

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Edward Snowden continua a rilasciare dichiarazioni e questa volta parla dei nostri dati consegnati al Governo americano ed alla NSA (National Security Agency) da parte delle maggiori aziende americane.

L’intervista è stata rilasciata a fine Giugno, ma è stata pubblicata solo oggi:

Oltre a ciò che sappiamo già, PRISM è anche la dimostrazione di come il Governo statunitense controlli con le proprie mani le aziende americane. Aziende come Google, Facebook, Apple e Microsoft lavorano tutte insieme alla NSA e forniscono all’agenzia governativa libero accesso a tutti i sistemi che noi utilizziamo quotidianamente per le nostre comunicazioni, per salvare dati o per caricare files nel cloud. O anche solo per mandare gli auguri a qualcuno o conservare una copia della nostra vita. Queste aziende danno libero accesso alla NSA in modo da non dover supervisionare la situazione e quindi di non rischiare di essere ritenute responsabili.

Apple poco tempo fa ha risposto alle accuse di Snowden attraverso una pagina sul proprio sito ufficiale, dicendo che:

Non forniamo l’accesso diretto ai nostri server a nessuna agenzia governativa e qualsiasi agenzia che voglia accedere a determinati dati dell’utente deve presentare un ordine del tribunale.

D’altronde anche sul sito italiano, nella sezione privacy viene espressamente fatto riferimento a questa situazione:

Privacy

Noi non abbiamo conferma della veridicità delle dichiarazioni di Snowden, ma non abbiamo conferma nemmeno sulle dichiarazioni di Apple. Non ci resta quindi che attendere che una delle due parti rilasci ulteriori dichiarazioni o documenti in grado di appurare la reale situazione.

Via | iMore