Class action contro Google respinta: non è reato bypassare i controlli della privacy di Safari!

Un giudice del Delaware ha respinto la class-action presentata da alcuni utenti del browser Safari di Apple, perché “i querelanti non hanno potuto dimostrare i possibili danni che il gigante della ricerca ha causato quando ha eluso le misure di sicurezza di Apple al fine di memorizzare i cookie nel browser”.

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Nel febbraio dello scorso anno, gli avvocati di Matthew Soble avevano presentato una denuncia contro Google, sostenendo che il colosso della ricerca web aveva consapevolmente eluso le impostazioni di privacy incorporate in Safari al fine di monitorare le attività web degli utenti.

Ora il buon Soble è stato colpito dal giudice del Delaware Sue Robinson, che ha respinto l’accusa sostenendo che i ricorrenti non avevano sufficientemente dimostrato il loro danno derivante dalle azioni di Google. I querelanti, inoltre, non hanno “mostrato una perdita di denaro o beni da azioni di Google”  pertanto “i dati personali raccolti da Google eludendo le protezioni di Safari, non costituiscono reato“.

Google dal canto suo ha sostenuto che di non aver fatto nulla di male, e che le sue azioni “erano destinate a consentire agli utenti l’accesso ai servizi Google, come ad esempio Google +, dei siti che visitavano“.

Il caso Soble è stato respinto, ma per Google la situazione non è ancora delle migliori; infatti, recentemente la FTC (Federal Trade Commission) ha fatto causa al colosso americano per 22,5 milioni dollari.

Via | Appleinsider

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