Steve Wozniak e John McAfee si esprimono sulla disputa tra Apple e FBI

La disputa tra Apple e FBI, riguardante lo sviluppo di una versione iOS con backdoor e l’hackeraggio dell’iPhone 5c del terrorista Farook, è ormai all’ordine del giorno. La questione è certamente importante, e non poteva mancare il parere di due figure di spicco del settore tech come Steve Wozniak e John McAfee.

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Parlando con CNET, Wozniak ha dichiarato che “non ci si può fidare di chi è al potere“, e che “la parola terrorismo viene utilizzata oggi per giustificare una potenziale invasione ingiustificata nelle nostre vite“. Per Woz la questione va oltre questo singolo caso, ed è profondamente convinto che permettere all’FBI di accedere tramite backdoor ai dispositivi iOS è sbagliato.

Il co-fondatore di Apple è convinto però anche di un’altra cosa: la società californiana, opponendosi all’ordine del giudice, verrà chiamata a difendere la sua posizione in un’aula di tribunale.

John McAfee si è invece offerto per ‘hackerare’ l’iPhone 5c del terrorista Farook, autore della strage di San Bernardino, per evitare che Apple venga costretta ad inserire backdoor nei suoi dispositivi. La richiesta all’FBI è stata inoltrata tramite una lettera aperta, pubblicata da TechInsider.

McAfee è convinto che l’FBI non sia in grado di accedere ai dati contenuti nel dispositivo del terrorista perché non può contare su hacker in grado di poterlo fare, al contrario del suo team: «Questa è la mia offerta all’FBI. Io, a titolo gratuito, decripto le informazioni sullo smartphone del terrorista di San Bernardino, con il mio team. […] Nel caso in cui la mia offerta venisse accettata, non sarà necessario chiedere ad Apple di inserire una backdoor nei suoi dispositivi, cosa che darebbe inizio alla fine dell’America».

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