Nel quadro delle modifiche per l’interoperabilità nell’Unione Europea, Apple sta lavorando a cambiamenti profondi per iOS che consentono un abbinamento simile a quello delle AirPods e la gestione delle notifiche per i wearable di terze parti.
Con il rilascio della beta di iOS 26.5, l’azienda ha aggiunto la sincronizzazione delle Attività in tempo reale e ha contestualmente aggiornato il suo Developer Program License Agreemen con regole ferree su come queste funzioni debbano essere utilizzate.
Nella nuova sezione dell’accordo, denominata “3.3.3 (J), Accessory Notifications Framework and Accessory Live Activities Framework”, Apple stabilisce confini invalicabili per l’uso dei dati. Le aziende di terze parti che beneficeranno dell’apertura del sistema operativo dovranno sottostare a divieti espliciti per evitare che le informazioni sensibili degli utenti vengano monetizzate o abusate.
Apple chiarisce che i soggetti terzi “non possono utilizzare le Informazioni di Inoltro per pubblicità, profilazione, addestramento di modelli o monitoraggio della posizione”. Oltre a questo, il colosso di Cupertino specifica che gli sviluppatori “non possono diffondere le Informazioni di Inoltro a nessun’altra Applicazione, o a qualsiasi altro dispositivo oltre al Vostro Accessorio Target Autorizzato”.
Le nuove regole non si fermano all’uso commerciale dei dati, ma impongono vincoli tecnici rigorosi. Gli sviluppatori non possono memorizzare i dati delle notifiche ricevute su server, nel cloud o su qualsiasi dispositivo remoto. Le informazioni possono essere decriptate esclusivamente sull’accessorio stesso, impedendo che i messaggi o le Attività in tempo reale siano leggibili in qualsiasi altro punto del percorso di trasmissione.
I dati sincronizzati non possono essere alterati in alcun modo che ne cambi il significato, fatta eccezione per gli adattamenti necessari alla formattazione sul piccolo schermo di uno smartwatch. Inoltre, l’accessorio che riceve le informazioni non può condividere tali dati o le chiavi di crittografia con nessun altro dispositivo, incluso l’iPhone dell’utente stesso. In sintesi, il contenuto deve rimanere bloccato all’interno del dispositivo a cui è stato inviato.

Apple ha inoltre chiarito che, se l’utente abilita la funzione, l’azienda si riserva il diritto di estendere le notifiche di un’app a un accessorio di terze parti anche se lo sviluppatore di quell’app non utilizza specificamente i nuovi framework.
Questa stretta sulla privacy arriva dopo le lamentele espresse da Apple lo scorso settembre, quando aveva avvertito che gli obblighi del Digital Markets Act (DMA) avrebbero potuto creare minacce alla sicurezza. L’azienda aveva segnalato richieste invasive da parte di altre società, interessate a ottenere il contenuto completo delle notifiche e persino la cronologia delle reti Wi-Fi a cui un utente si era connesso.
Sebbene queste preoccupazioni non siano state accettate dalla Commissione Europea come motivi validi per rifiutare l’interoperabilità, le nuove regole per gli sviluppatori rappresentano il tentativo più concreto di Apple per mitigare i rischi indipendentemente dalle pressioni politiche.

























































































































































































































































































































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