iPad

Il vero concorrente dell’iPad non è Android, sono i vecchi modelli

Apple domina il mercato tablet, ma la vera concorrenza all'iPad arriva dai modelli precedenti e dal MacBook Neo.


Francesco Santagati 3 min 2

iPad continua a dominare il mercato dei tablet senza rivali reali e difficilmente la situazione cambierà nel breve periodo. Android non rappresenta una minaccia significativa per Apple in questo segmento. Il problema, semmai, viene dall’interno: la gamma iPad è diventata così stagnante che spesso un nuovo iPad deve competere con un iPad vecchio, acquistato di seconda mano o ancora disponibile a un prezzo ridotto presso i rivenditori autorizzati.

L’iPad Air, per esempio, costa 669 euro, ha un display LCD da 11 pollici e si sblocca con Touch ID, eppure non è cambiato in modo sostanziale dal suo restyling del 2020, ormai sei anni fa. Nel frattempo, sul mercato si trovano iPad Pro con chip M1 o M2 a prezzi comparabili, talvolta persino inferiori, che offrono Face ID, display ProMotion a 120 Hz, connettore Thunderbolt, altoparlanti migliori e schermi più luminosi. Per una cifra simile, la proposta dell’Air diventa oggettivamente difficile da giustificare, soprattutto per chi conosce bene l’ecosistema Apple e sa esattamente cosa sta confrontando.

La stagnazione della gamma di prodotti non spingerà gli utenti verso Samsung o altri produttori Android, ma potrebbe convincerli semplicemente a non acquistare nulla. Chi possiede un iPad Pro acquistato tra il 2018 e il 2022 ha già un dispositivo più che valido e fatica a trovare motivi concreti per aggiornarlo, dal momento che i nuovi modelli non offrono un salto generazionale percepibile nell’uso quotidiano.

L’iPad da 389 euro sembrava al sicuro nella sua fascia di prezzo, ma l’arrivo del MacBook Neo ha rimescolato le carte in modo più deciso del previsto. Aggiungere una tastiera all’iPad base porta il costo totale vicino superiore ai 500 euro, una soglia alla quale il MacBook Neo diventa un’alternativa concreta, con il doppio dello spazio di archiviazione e la praticità di un sistema operativo desktop completo.

Tuttavia, non si tratta di un confronto identico per tutti gli utenti, poiché tablet e laptop rispondono a esigenze diverse, ma la sovrapposizione è abbastanza ampia da rappresentare un problema commerciale reale per Apple.

iPad Pro e iPad mini restano i modelli con una proposta più definita e difficile da attaccare. Il Pro giustifica il suo prezzo con specifiche da workstation portatile, pensate per i professionisti creativi e per gli utenti che spingono il dispositivo al limite, mentre il mini intercetta chi cerca la massima portabilità in un formato tascabile. Anche in questo caso, però, si addensano alcune nubi all’orizzonte, dal momento che l’iPhone pieghevole atteso nei prossimi mesi potrebbe sottrarre parte dell’appeal del mini a chi cerca semplicemente uno schermo più grande da portare sempre con sé.

L’iPad Air ha bisogno di aggiornamenti concreti, non dei soliti bump di chip che da anni caratterizzano i suoi cicli di aggiornamento. Un display a 120 Hz, il Face ID e una configurazione base con più storage sono il minimo indispensabile per giustificare un prezzo di 669 euro nel 2026, in un mercato in cui i modelli precedenti offrono spesso di più a un prezzo inferiore.

L’iPad base è ancora sostenibile come proposta d’ingresso, ma solo se Apple riduce il prezzo degli accessori, a partire dalla tastiera, che oggi incide in modo sproporzionato sul costo totale del sistema.

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Francesco Santagati
Scritto da Francesco Santagati

Blogger su iSpazio dal 2019. Mi occupo della stesura di articoli, approfondimenti e contenuti editoriali dedicati al mondo Apple, seguendo da vicino novità, aggiornamenti software, applicazioni e accessori.

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