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La privacy di Safari è ancora un grosso problema per Google

Google si trova nuovamente coinvolta nella bufera della privacy. Il caso è relativo alle modalità con cui Google avrebbe aggirato le protezioni di Safari, così da poter tracciare con maggior facilità gli utenti utilizzanti il browser di Apple. La questione è venuta a galla già nel mese di febbraio ed a breve distanza di tempo è già oggetto di approfondimenti da parte delle autorità.

Lo scandalo in questione è finito sotto il mirino della Federal Trade Commission. Non solo, anche la francese CNIL (Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés) si starebbe interessando alla vicenda. Le due autorità sono pronte a presentare sanzioni piuttosto pesanti nei confronti del gruppo nel caso dovessero venire accertate le irregolarità di cui è accusato.

Google sarebbe infatti riuscita ad aggirare il blocco dei cookie, con cui gli utenti del browser Safari indicavano di non voler essere tracciati, scatenando la rabbia degli stessi subito dopo che il tutto è venuto a galla. Per far ciò, il colosso di Mountain View pare abbia simulato la richiesta di invio tramite un modulo che non viene fermato dal software e consente la comunicazione tra server e utente. Così facendo Google sarebbe riuscita a tracciare gli utenti anche in assenza di espliciti cookie, operando però in senso contrario rispetto al desiderio ed alle esplicite richieste formalizzate dall’utente per mezzo del proprio software di navigazione.

Il rischio per Big G è di una multa pari a 16.000 dollari per ogni violazione commessa ogni singolo giorno. Insomma, un danno di immagine ma anche economico non da sottovalutare, anche se al momento non è molto chiaro come tale ammontare possa essere calcolato nel caso in cui la società venga dichiarata colpevole.

Via | Electronista

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