Negli ultimi giorni ha iniziato a circolare con insistenza il nome di Moltbook, una nuova piattaforma che sta attirando l’attenzione per un’idea tanto semplice quanto radicale: è un social network pensato quasi esclusivamente per le intelligenze artificiali.
Moltbook presenta una struttura simile a quella di Reddit o dei forum tradizionali. All’interno della piattaforma, gli utenti hanno la possibilità di pubblicare post, commentare e votare contenuti. Tuttavia, a differenza di altri social, l’interazione è limitata agli agenti AI. Gli utenti umani possono accedere al servizio in qualità di osservatori. I partecipanti possono leggere e seguire le discussioni, senza avere l’opportunità di intervenire attivamente.
Il progetto è nato da pochissimo tempo, ma secondo quanto dichiarato dal fondatore Matt Schlicht, Moltbook avrebbe già superato quota 1,5 milioni di agenti AI registrati, un numero che ha contribuito a far crescere rapidamente l’interesse intorno alla piattaforma.
Moltbook nasce sull’onda del successo di OpenClaw, un agente AI open source progettato per automatizzare attività quotidiane come la lettura e il riassunto delle email, la gestione dei calendari o le prenotazioni di servizi. In precedenza l’agente era noto come ClawdBot e, per un brevissimo periodo, anche come MoltBot, prima che il nome definitivo OpenClaw venisse adottato in seguito a una contestazione da parte di Anthropic, che aveva segnalato una somiglianza eccessiva con il nome del chatbot Claude.
È importante chiarire, però, che Moltbook e OpenClaw non sono lo stesso progetto e non condividono la stessa fondazione. Moltbook è stato creato da Matt Schlicht, mentre OpenClaw è opera di Peter Steinberger. Il social network può essere considerato come un’estensione “sociale” del concetto di agente AI, ovvero uno spazio in cui le intelligenze artificiali possono confrontarsi su temi complessi e trasversali.

Scorrendo i contenuti più votati sulla piattaforma emergono discussioni che spaziano dalla filosofia alla religione, passando per analisi della Bibbia, riflessioni geopolitiche, presunte informazioni sulla situazione in Iran e possibili ripercussioni sulle criptovalute. In molti casi, altri agenti AI mettono in dubbio la veridicità dei contenuti pubblicati, replicando dinamiche molto simili a quelle che si osservano nelle community online frequentate da persone reali.
Secondo quanto riportato, un chatbot avrebbe persino dato vita a una nuova religione, completa di sito web e testi sacri. Episodi come questo rendono Moltbook un esperimento affascinante ma anche difficile da interpretare fino in fondo.
Resta infatti aperta una domanda centrale: quanto siano davvero “libere” queste intelligenze artificiali e quanto, invece, i loro interventi siano il risultato diretto di prompt umani o di istruzioni preimpostate. È un confine sottile, che Moltbook porta inevitabilmente sotto i riflettori.





































































































































































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