Google potrebbe introdurre gli acquisti in-app per competere con Apple [AGGIORNATO]

Google potrebbe implementare su Android una sistema di pagamenti, analogo a quello di Apple, che permetterebbe agli utenti di acquistare degli aggiornamenti o specifici contenuti senza lasciare l’applicazione che stanno usando.

Secondo le ultime indiscrezioni Google sarebbe intenzionata ad inserire nella propria piattaforma un sistema di acquisti in-app simile a quello di Apple, con la sola differenza di offrire agli sviluppatori il 90% del ricavo. Un modo per rispondere all’insoddisfazione di tanti sviluppatori, dovuta al modello 70:30 imposto da Cupertino e ai recenti cambiamenti introdotti sull’AppStore.

Abbiamo già parlato delle scelte compiute da Apple in materia di acquisti e sottoscrizioni e del malcontento derivante da esse. Cambiamenti che adesso impongono di offrire tramite il sevizio di acquisto in-app, contenuti che al momento sono venduti attraverso canali esterni all’App Store. Apple ha anche dato una scadenza, il 30 Giugno, per adeguarsi alla nuova politica pena l’esclusione dalla piattaforma.

Si tratta di una scelta che ha delle conseguente rilevanti per molti. Basti ad esempio pensare all’applicazione Kindle di Amazon o Hulu ed ancora Rhapsody. Quest’ultimo ha già risposto picche alla richiesta e si ritiene che altri possano compiere una scelta analoga. In questo scenario, Google, con il suo Android, potrebbe cogliere la palla al balzo offrendo un modello di profitto diverso e più conveniente per gli sviluppatori in modo da spingerli ad oltrepassare la barricata. L’intenzione del colosso delle ricerche online è di introdurre il servizio a partire da oggi stesso.

Si preannuncia dunque una dura e lunga querelle, che vede due diverse piattaforme contendersi la leadership di un settore in enorme crescita. Riuscirà Apple a trattenere i più importanti creatori di contenuti digitali che al momento sono presenti sul suo store? e in caso contrario, continuerà comunque ad avere successo o la diffusione dei suoi dispositivi mobili è per lo più dovuta ai tantissimi contenuti presenti? ed ancora: Basterà a Google uno schema 90:10 per attirare nuovi sviluppatori? e per quest’ultimi un 20% di ricavo in più sarà sufficiente per abbandonare la piattaforma al momento più popolata e di maggior successo? Tante domande a cui vi invito a dare tante succose risposte.

AGGIORNAMENTO: Google ha annunciato un servizio di abbonamento per gli editori oggi. Il servizio permetterà agli stessi di decidere la tariffa che riterranno più opportuna per i propri contenuti accessibili tramite il web, tablet e smartphone. Il modello è quello di cui sopra 90:10 e il servizio darà accesso diretto ai dati dei sottoscrittori, in modo offrire un adeguato strumento per promuovere i propri contenuti digitali.

Via | TUAW

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