Foxconn: ripresi i lavori nello stabilimento in cui ci furono 3 morti e 15 feriti!

Come sicuramente ricorderete alcuni giorni fa, nello stabilimento Foxconn, ci furono una serie di esplosioni che causarono diversi morti e feriti. Oggi, dopo parecchi giorni di chiusura in quell’area di produzione per stabilire la causa dell’incidente, la stessa Foxconn dichiara di avere ripreso a pieno regime la produzione, confermando che a causare l’esplosione fu proprio la presenza di polvere di alluminio in un condotto di ventilazione.

Ecco cosa si apprende da un comunicato firmato dal portavoce Louis Woo:

E’ stata con ogni probabilità la conseguenza di polveri di alluminio nei condotti di aerazione. Abbiamo condotto una dettagliata analisi di quanto avvenuto e disposto nuove procedure e politiche di sicurezza, inclusa una migliore ventilazione e un variazione delle pratiche di trattamento delle polveri di risulta dalle lavorazioni.

Il sospetto che fosse stata la polvere di alluminio, un prodotto che in particolari condizioni e in presenza di un innesco è in grado di trasformarsi in un potente esplosivo, a derminare l’incidente era sorta fin dai primi minuti dopo la diffusione della notizia. La zona dello stabilimento era infatti destinata a finitura dei dispositivi elettronici e questo processo prevede l’eliminazione di sbavature e la satinatura dei dorsi di cui molti, come quelli di iPad, sono in alluminio.

Via

Come sicuramente ricorderete alcuni giorni fa, nello stabilimento Foxconn, ci furono una serie di esplosioni che causarono diversi morti e…

Reaction
Mi Piace Love Haha Wow Sigh Grrr
Se questo articolo ti è piaciuto, seguici su Telegram per restare sempre aggiornato su temi simili oppure su Facebook. Ci trovi anche su Twitter e su Instagram, pronti a sorprenderti con belle foto. Iscriviti infine al nostro canale YouTube per non perderti i nostri video!
Pubblicato in:
Prima di commentare, leggi il Regolamento. Se commenti, dichiari di aver letto ed accettato tutte le nostre regole sulle discussioni nel nostro Blog.