La Corea del Sud costringe Apple a cambiare la politica sugli iPhone difettosi

La Corea del Sud è diventata la prima nazione al mondo che ha costretto Apple a modificare la politica di restituzione degli iPhone prodotti con difetti di fabbrica. La società californiana dovrà infatti consegnare agli sfortunati utenti un iPhone completamente nuovo e non uno rigenerato, a condizione che il cliente evidenzi i difetti del proprio prodotto entro un mese all’acquisto.

I consumatori coreani si sono lamentati del servizio di garanzia offerto da Apple dato che quando si verificavano problemi con i prodotti acquistati ricevevano in sostituzione un iPhone rigenerato, anche se la garanzia prevedeva rimborsi, iPhone nuovi o riparazione gratuita.

Con la revisione della politica attuata in questi giorni, il consumatore ha il diritto di scegliere fra le opzioni menzionate nella garanzia Apple. La commissione coreana ha agito dopo che Apple si è rifiutata di fornire la riparazione gratuita ad un utente di tredici anni, e questo ha sporto denuncia.

Non è la prima volta che Apple si trova costretta a rivedere le sue regole in questo paese. Ricorderete infatti l’articolo dello scorso Luglio, quando Apple Korea ha acconsentito a pagare 1 milione di won ($946) come compenso a Kim Hyung-suk  per aver registrato dati di geolocalizzazione senza alcun permesso da parte dell’utente.

Sempre in Corea c’è stato un cambio di rotta per quanto riguarda il rimborso delle applicazioni scaricate dall’App Store. Dal mese di Giugno infatti gli utenti coreani avranno a disposizione sette giorni per utilizzare un applicazione e decidere se tenerla o chiedere il rimborso se questa non li soddisfi.

Via | 9to5Mac

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