Non è la prima volta che uno smartphone viene utilizzato dalle forze dell’ordine per raccogliere ulteriori prove riguardanti un omicidio. Sicuramente però è la prima volta che viene presa in considerazione l’app Salute di Apple.

Il reato di questa storia si svolge in Germania da Hussein K., rifugiato afgano che vive a Friburgo e che da settembre dello scorso anno è sotto processo, accusato di avere violentato e ucciso una studentessa sbarazzandosi del cadavere gettandolo in un fiume.

La polizia, che è riuscita a sbloccare l’iPhone dell’indagato grazie alla collaborazione di una società anonima di Monaco, ha rilevato all’interno del dispositivo, la presenza di dati interessanti nell’app Salute. Queste informazioni corrispondevano alle attività presunte che l’indagato aveva completato nella giornata dei crimini.

L’app ha contato i passi e misurato le distanze percorse camminando e correndo. Una parte di questi dati fa inoltre riferimento a quei buchi temporali il quale le autorità sono riuscite a mettere in relazione con il tempo che avrebbe passato a trascinare la vittima verso il fiume, abbandonando il cadavere e arrampicandosi al ritorno.

Questi dati raccolti sono solo una parte delle prove che vanno ad aggiungersi ai video registrati dalle telecamere di sicurezza della zona. Tali filmati incastrerebbero l’indagato, insieme proprio ai dati dell’app Salute. Resta un mistero invece come quell’iPhone sia stato sbloccato dalla società in questione.