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Probabilmente l’applicazione “Immuni” utilizzerà il modello Apple-Google

Il ministero dell'innovazione tecnologica chiarisce alcuni punti sul funzionamento dell'app "Immuni" utile per tracciare i contagi da coronavirus. Non abbiamo ancora delle risposte su tutto, ma adesso la faccenda è più chiara. Forse l'app utilizzerà il modello Apple-Google

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Le polemiche sull’applicazione “Immuni” sono davvero tante anche perchè nel modo in cui era stata concepita non potrebbe mai funzionare. Per tracciare i contagi da COVID-19 utilizzando il Bluetooth infatti, è assolutamente necessario affidarsi ad un API di Apple (non ancora rilasciata). Chiunque decida di utilizzare un altro sistema, arriverà ad un punto morto perchè su iOS le applicazioni non possono utilizzare il Bluetooth in background. Ne consegue che funzionerebbe soltanto a schermo acceso e con l’applicazione aperta in primo piano.

L’applicazione italiana “Immuni“, così come quella scelta dalla Francia, non possono funzionare con lo schermo spento e posto nella tasca, nè quando lo schermo è acceso ma si sta utilizzando un’altra app in primo piano, quindi il tracciamento fallisce e con esso anche l’utilità e la funzione delle app stesse.

Dopo aver sollevato una miriade di polemiche a riguardo, il Ministero dell’Innovazione Tecnologica italiana si è visto costretto a pubblicare un lungo articolo in cui chiarisce alcuni punti fondamentali di quest’app.

Immuni è stata scelta tra 319 proposte di applicazioni arrivate al Ministero. L’applicazione sarà open-source, quindi chiunque potrà guardare il codice sorgente e studiare il modo in cui funziona. Sarà un software libero ed aperto.

L’applicazione non accederà alla rubrica e ai contatti telefonici. Non richiederà numero di telefono per la registrazione. Gli avvisi arriveranno semplicemente come una classica Notifica Push.

L’applicazione si baserà su un’installazione volontaria da parte degli utenti ed il suo funzionamento cesserà quando terminerà l’emergenza, con la cancellazione di tutti i dati generati durante il suo funzionamento

L’applicazione non conserverà i dati relativi alla geolocalizzazione degli utenti. Sostanzialmente non verremo tracciati come con un GPS in tutti i nostri spostamenti, ma verrà scambiato soltanto un ID (anonimo) con gli altri telefoni con i quali si viene a contatto tramite bluetooth. Sarà impossibile per il governo capire chi siamo e dove ci troviamo in un qualsiasi momento “X”.

Non ci sono ulteriori dettagli sul funzionamento dell’app ma nella nota si legge questo passaggio fondamentale:

il sistema di contact tracing dovrà essere finalizzato tenendo in considerazione l’evoluzione dei sistemi di contact tracing internazionali, oggi ancora non completamente definiti (PEPP-PT, DP-3T, ROBERT), e in particolare l’evoluzione del modello annunciato da Apple e Google.

Quest’ultima frase è importantissima perchè inizialmente era stato dichiarato l’utilizzo di un modello PEPP-PT, ovvero una soluzione centralizzata, adesso (siccome l’app non è ancora pronta) sembra che sia stato messo di nuovo tutto in discussione e che si stiano valutando nuovamente i possibili sistemi di tracciamento, in particolare quello annunciato da Apple-Google (l’unico che può realmente funzionare).

Apple non ha ancora rilasciato le sue API e per questo motivo siamo fiduciosi che l’app Immuni possa ancora implementarle, altrimenti il risultato finale sarà stato un altro inutile spreco di soldi. Vi terremo aggiornati.

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