Apple si prepara a presentare alla WWDC 2026 una versione di Siri profondamente rinnovata, in ritardo di circa due anni rispetto alle aspettative iniziali.
Secondo un report di Mark Gurman per Bloomberg, il prodotto che arriverà con iOS 27 sarà una vera e propria app standalone, con una cronologia delle conversazioni, la possibilità di avviare nuove chat o conversazioni vocali, di caricare file e di accedere a Siri tramite una nuova gesture universale. Nonostante il lancio pubblico sia previsto per l’autunno, le versioni di test interne ad Apple utilizzerebbero già un’etichetta “beta” per la nuova Siri, con un interruttore dedicato per uscire dalla modalità beta. Secondo Gurman, questo approccio potrebbe essere mantenuto anche nelle versioni finali distribuite agli utenti.
Uno degli aspetti più significativi del progetto riguarda la gestione della privacy in un contesto in cui Siri sarà alimentata dai modelli Gemini di Google. Apple starebbe elaborando le richieste su propri server di Private Cloud Compute invece di trasmettere i dati direttamente a Google, con l’obiettivo di impedire che le conversazioni vengano utilizzate per il training dei modelli. A questo si aggiunge la funzione di cancellazione automatica della cronologia, mutuata direttamente da iMessage, che permetterà agli utenti di impostare l’eliminazione automatica delle chat dopo 30 giorni o un anno, oppure di conservarle a tempo indeterminato. Sono le stesse opzioni già disponibili nell’app Messaggi, applicate per la prima volta all’assistente vocale.
La nuova app Siri dovrebbe offrire due modalità di apertura distinte. La prima presenta un’unica vista conversazionale continua, simile all’interfaccia di ChatGPT, pensata per chi vuole immergersi in una sessione estesa con l’assistente. La seconda mostra un elenco di conversazioni passate in stile iMessage, più adatta a chi torna su scambi precedenti o gestisce più thread in parallelo. La scelta di offrire entrambe le opzioni suggerisce che Apple stia cercando di intercettare due tipologie di utilizzo molto diverse, quella dell’utente occasionale e quella di chi usa l’assistente come strumento di lavoro continuativo.
Apple ha già lanciato in passato funzioni significative con l’etichetta “beta”: anche Apple Intelligence aveva debuttato in iOS 18 con lo stesso approccio, lasciando all’azienda la possibilità di correggere e affinare il prodotto nel tempo.
Nel caso di Siri, però, il contesto è diverso, perché il rilascio dell’assistente era atteso già per il 2024 e si è accumulato un ritardo di circa due anni. Gurman scrive nelle sue newsletter che, nonostante questo ritardo, Apple potrebbe comunque scegliere di presentare le nuove funzionalità come non definitive, riservandosi ulteriore margine di manovra dopo il lancio.
Gli utenti che non volessero aderire alla nuova Siri avranno la possibilità di rinunciare, anche se non è ancora chiaro se questa opzione sarà separata dall’interruttore generale di Apple Intelligence o se sarà integrata in esso.







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