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Project Glass: chi è l’inventore degli occhiali con realtà aumentata?

Sembra ormai tracciata la strada degli smartphone del futuro: probabilmente un giorno (non troppo lontano) ci approcceremo ai nostri cellulari controllando direttamente i contenuti con i nostri occhi e la nostra voce, senza aver bisogno dell’ausilio di mani e dita. Ma da chi è nata questa idea?

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Ancor prima dell’apparizione di Project Glass da parte di Google esisteva già un brevetto Apple presentato nel lontano 2006 e pubblicato nel 2008, che parlava di occhiali interattivi con il supporto alla realtà aumentata. Non ci sono state novità al riguardo fino al Luglio 2012. I nuovi brevetti, pubblicati nella giornata di ieri ed attribuiti ad Apple, mostrano nuove caratteristiche molto interessanti: supporto alle reti telefoniche, sensori audio all’interno dello stesso vetro e sistemi per il perfezionamento delle funzioni vocali.

Sono stati 75 i brevetti pubblicati ieri, ma di certo a catturare l’attenzione è stato quello relativo ad un “Portable Display Device”, un dispositivo di visualizzazione portatile. Apple tende a mantenere riservate le sue creazioni fino al momento del lancio, e anche per quanto riguarda gli occhiali interattivi è stata poco chiara, lasciando molto spazio alla nostra fantasia. Appare chiaro, nonostante tutto, che si tratta di un possibile concorrente al Project Glass, forse più famoso e più concreto, di Google.

Questo progetto è presentato come un dispositivo wireless con supporto ad una serie di sensori (prossimità, pressione, temperatura, infrarossi, laser, SONAR) che fanno pensare ad una possibile “comunione” fra il dispositivo e il suo proprietario, con la possibilità che il dispositivo riconosca quest’ultimo.

Quindi se da una parte sembra che l’idea iniziale sia partita da Apple, abbiamo avuto dimostrazioni senza dubbio più concrete da parte di Google, riguardo ad un possibile utilizzo futuro di questo tipo di prodotti. Una cosa è certa: chi riuscirà a presentare la propria proposta sul mercato prima del concorrente ne trarrà cospicui vantaggi economici, ed è Apple ad oggi ad avere forse la migliore esperienza sul campo per quanto riguarda la miniaturizzazione delle componenti hardware.

Via | PatentlyApple

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