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Un’email di Steve Jobs compromette la situazione di Apple nel processo sugli eBooks
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Un’email di Steve Jobs compromette la situazione di Apple nel processo sugli eBooks 

Nei giorni scorsi Apple è stata accusata di collusione per aver suggerito ai vari editori i prezzi da praticare all’interno di iBook Store. Un’e-mail di Steve Jobs al CEO di News Corp. James Murdoch potrebbe compromettere la situazione della socità di Cupertino, che aveva espressamente dichiarato di non avere responsabilità sull’accaduto.

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Proprio ieri avevamo scritto un articolo sulla risposta ufficiale di Apple riguardo alle accuse di collusione da parte del Dipartimento di Giustizia Americano. Secondo la società sarebbero stati gli editori stessi a prendere determinate decisioni sui prezzi praticati all’interno dello store di eBook di Cupertino. Apple ha risposto alle accuse del Dipartimento di Giustizia che denunciava possibili accordi fra il colosso e gli editori in modo da mantenere alto il prezzo dei libri digitali venduti nello store.

Tuttavia, una lettera pubblicata da AllThingsD di Steve Jobs potrebbe compromettere ulteriormente la situazione di Apple.

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“Non crediamo che il mercato degli e-book possa avere successo con prezzi superiori ai 12.99 e 14.99$”, si legge all’interno dell’e-mail. “Amazon vende a 9,99$ e probabilmente hanno ragione e noi torto e falliremo i nostri obiettivi anche a prezzi più elevati. Ma vale la pena provare ai prezzi che indichiamo, ma non a soglie più elevate, altrimenti siamo sicuri di mancare i nostri obiettivi.”

Le proposte da parte di Steve Jobs sono tre: vendere i libri al prezzo proposto da Apple, continuare con gli standard imposti da Amazon ed avere bassi profitti, boicottare Amazon per impedire il prolificarsi della pirateria. In realtà, secondo le accuse Apple voleva impedire ad Amazon di vendere a prezzi inferiori in modo da poter praticare agevolmente prezzi superiori sui propri store.

Il Dipartimento di Giustizia utilizzerà questo documento come prova all’interno del processo che inizierà il prossimo 3 giugno.

Via | Electronista

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